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dic/06

Pubblicità online: ma funziona?

Oggi scorro il mio aggregatore di feed e capito su questo post del blog di Alian Schiavoncini.
Vengono riportati dei dati statistici circa i capitali investiti in pubblicità online, in particolare nel Pay Per Click.
Nell’ultimo periodo si denota un certo aumento circa l’acquisto di keywords in campagne Pay Per Click (attorno al 16,5% nel solo terzo trimestre di quest’anno) e più in generale di investimenti dedicathi alla pubblicità online (un +33% rispetto allo stesso periodo nello scorso anno).

Mentre leggo il post, mi ritorna alla mente lo studio sull’interazione tra utenti e motori di ricerca condotto da Mariangela Balsamo ed esposto durante il Convegno Nazionale GT SEO/SEM svolto questo Dicembre a Firenze.
(per chi fosse interessato alle slide…le potete scaricare da qui)
Nelle ultime slide si è messa in evidenza una cosa che ha catturato in modo particolare la mia attenzione.
Riassumo brevemente qui i risultati ottenuti, circa queste ultime slide:

  • 9 partecipanti su 15 (il campione preso in esame) non sanno che sui motori di ricerca possono esserci risultati di advertising;
  • di questi 9 solo 2 riescono a distinguerli nelle SERP;
  • nessun (tranne 1) partecipante ci fa click;

Bisogna fare una premessa venuta fuori anche al Convegno e condivisa da Mariangela: 15 è un numero troppo basso per fare considerazioni a larga scala, comunque si tratta pur sempre di un campione e vale la pena discutere su questi risultati.
Ah, io farei un’altra premessa che è bene ricordare sempre (magari mi rivolgo ai colleghi più stretti, che la conoscono già molto bene): noi siamo una piccola cerchia di professionisti, parliamo di pagerank, trustrank, redirect 301, google quality rater, ma la stragrande maggioranza dei navigatori, non sa nemmeno cosa sia un motore di ricerca!
Alla luce di questo e riflettendo sui dati dello studio di Mariangela, una domanda mi sorge spontanea: ma che senso ha investire online per le grandi aziende? Se poi il navigatore medio (anzi, nella media) non si immagina nemmeno che Google possa offrire anche messaggi di advertising nelle sue pagine dei risultati, perchè si comprano keywords per fare delle campagne su Adwords? Sono sicuro che parte delle aziende che lo fanno poi hanno un riscontro (sarebbero “sceme” altrimenti), però si parla comunque di cifre considerevoli!
Credo, a questo punto, che sia come fare un cartellone pubblicitario enorme e piazzarlo nel deserto o in una cittadina di un centinaio di abitanti, cioè…il gioco vale la candela? So che voi mi direte: vedrai che se lo fanno, un motivo c’è, non sono mica scemi!
Però volevo far partire una discussione in merito per capire il vostro parere a riguardo.

E mi viene da pensare anche un’altra cosa: vuoi vedere che Google ha capito che i suoi annunci Adwords sono “invisibili” agli occhi del navigatore medio e ha creato la Premium Position proprio per invogliare gli investitori a continuare a scommettere sul Pay Per Click? La Premium Position, è infatti la soluzione perfetta: messa in alto nei risultati organici, contraddistinta da un azzurrino che su certi monitor nemmeno si vede e cliccata spesso alla luce del fatto che molti utenti (dato confermato dallo studio di Mariangela) cliccano di default sul primo risultato perchè conoscono a malapena Google e sanno che comunque è il miglior motore di ricerca del mondo e che quindi si possono fidare (vedi il Triangolo d’oro di Google).
Voi cosa pensate in merito?

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Commenti

Giuseppe Liguori scrive,

dicembre 19, 2006 @ 21:48

beh in parte è vero ma su grandi numeri di impression dei click ben targhettizzati arrivano, e te ne accorgi dalle statistiche… se imposti bene la campagna e realizzi delle buone landingpage secondo me conviene poichè paghi solo il clickato e c’è poco da perdere per l’azienda se il link viene ignorato da una fetta di surfer.

Fradefra scrive,

dicembre 21, 2006 @ 07:23

Sono d’accordo con Giuseppe. Nella vita reale, per l’1% di fatturato in più ci si scannerebbe, tra concorrenti. Quindi perché rinunciare a quello che può arrivare da Google? Ovviamente se la campagna è ben fatta, con chiavi comprate dopo uno studio delle conversioni.

Inoltre, va considerato il fatto che l’advertising viene diversamente recepito in funzione del settore e della motivazione per cui si cerca. Per esempio, nel settore turistico, l’advertisment sulle SERP ha una redemption più alta, perché per definizione si sta cercando qualcosa che si sa che si pagherà, quindi non ci si trova nulla di strano a far click su qualcosa di chiaramente pubblicitario. Così quelli che la differenza la recepiscono, il click lo faranno.

Resta vero, comunque, che uno studio approfondito prima o poi andrebbe fatto, perché i fenomeni emersi sono comunque interessanti.

copertina75 - Mariangela scrive,

dicembre 21, 2006 @ 11:40

Scusa Cibino, prima solo un piccolo appunto. Non sono la maggiorparte i navigatori che cliccano di default sulla prima posizione, ma al contrario pochissimi (ne mio campione 1 su 15).
la mia ricerca ha messo in luce un fenomeno che come dice anche fradefra andrebbe sicuramente approfondito. Ciò che c’è di più interessante, a mio avviso, è che il fenomeno dell’advertising, ovviamente molto sentito nel settore web marketing, sembra passare molto più “inosservato” dai normali utenti che ogni giorno navigano il Web. Una parte dei navigatori probabilmente clicca sull’adverisement senza neanche rendersene conto e a volte potrebbe trovare anche ciò che cercava o invogliato da ciò che trova (vedi landing pages). Sarebbe bello sapere se il navigatore che “ha convertito” si rendeva conto che stava cliccando su un risultato pubblicitario o meno. Potrebbe essere lo spunto per un nuovo progetto di ricerca …. tiro l’acqua al mio mulino ;-)

marco scrive,

dicembre 21, 2006 @ 12:25

Scusa Cibino, prima solo un piccolo appunto. Non sono la maggiorparte i navigatori che cliccano di default sulla prima posizione, ma al contrario pochissimi (ne mio campione 1 su 15).

hai ragione, copertina75, riferivo una cosa errata, grazie per l’intervento e per la precisazione ;-)

Un po’ di statistiche scrive,

giugno 29, 2008 @ 20:13

[...] Pubblicità online: ma funziona? [...]

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