Questo sarà un post dai toni propagandistici. ![]()
Argomento: visibilità sui motori di ricerca.
Target: turismo, o meglio, chi segue la promozione online di strutture ricettive sparse per l’Italia o per il mondo.
Parentesi.
Il target l’ho individuato per due ragioni:
- a lavoro inizio ad occuparmi di turismo online, e mi piace;
- è l’unico caso che, ad ora, mi viene in mente per disegnare lo scenario che ora vado a descrivere, ma sono sicuro che il ragionamento potrà calzare anche su altri temi.
Chiusa parentesi.
Lo scenario che si presenta per una struttura ricettiva che va a controllare i propri posizionamenti sui motori di ricerca è il seguente: SERP stracolme di portali e directory a tema dove, tra l’altro, non me la sento nemmeno di escludere che buona parte di ciò sia a tanto così da poter essere definita spam.
Posso immaginare il grado di delusione e, alla stessa maniera, la consapevolezza di chi lavora da anni nel turismo e che, quindi, sa che la probabilità di “stare sopra all’expedia del caso” è abbastanza remota.
L’importante, a questo punto, invece è “tener botta“.
Più precisamente intendo che la soluzione di affidarsi a portali e directory (a pagamento) per avere la propria scheda e magari pure un link con il reindirizzamento, non è davvero la migliore e più performante.
Vorrei giustificare quanto appena detto esplodendo i seguente tre punti:
- Google si sta muovendo per “migliorare la situazione”;
- l’utente realizza immediatamente quando si trova in un portale o nel sito ufficiale di una struttura ricettiva e, mi espongo, sono quasi sicuro che la tipologia di navigazione cambia radicalmente;
- la pianificazione online, ancor più della prenotazione online, sta crescendo in maniera davvero considerevole negli ultimi tempi (fonte BookingBlog).
1.Google
Per annunciare che Google è in continua evoluzione, certo non ci volevo io.
Però vorrei dare spazio ad alcune ipotesi che hanno trovato respiro nelle varie discussioni tra gli addetti ai lavori; nello specifico, relativamente ai “nuovi fattori di ranking” che potrebbero essere presi in considerazione per il calcolo della vostra posizione finale.
Per riassumere il tutto con un parola, direi “utente“.
Infatti si stanno ritagliando sempre più spazio le ipotesi per le quali la posizione di un sito web sui risultati delle ricerche da motore sarà calcolato anche sulla reazione dell’utente rispetto alla risorsa (sito) incrociata.
Per “reazione dell’utente” intendo esattamente ciò che l’utente farà una volta atterrato sul vostro sito web provenendo da motore di ricerca.
Le prime due che mi vengono in mente, molto banalmente, sono:
- nel peggiore dei casi, esce immediatamente dal sito perchè a) non ha incrociato il messaggio che quella pagina doveva trasmettere (errore di chi ha realizzato il sito) b) la pagina non gli piace (triste ma vero) c) non ha trovato, immediatamente, le informazioni di cui aveva bisogno;
- oppure, prosegue la navigazione facendo registrare x pagine viste con un tempo di permanenza all’interno del sito pari a x secondi.
Sono molti gli addetti ai lavori, me compreso, che sostengono il fatto che Google dovrà considerare questa permanenza “positiva” all’interno del sito, poichè è un chiaro messaggio lasciato inconsapevolmente da parte dell’utente che il sito funziona, gli piace, gli è stato utile e quindi, merita più visibilità.
Google non potrà non considerare questi aspetti.
Tra l’altro, già li implementa in altre applicazione quali Google AdWords, il Pay Per Click, per intenderci.
Quindi Google si sta muovendo per migliorare la situazione e venirci incontro.
Per creare un filo logico col soggetto originale del post, esplodo ora il secondo punto.
2.L’evoluzione dell’utente stesso
Negli ultimi anni l’utente è cresciuto, così come il suo approccio allo strumento internet e, più nello specifico, allo strumento motore di ricerca.
La cosa è percepibile già dal fatto che le parole chiave per effettuare le ricerche sono state ribattezzate “frasi chiave“, poichè si compongono di un numero sempre maggiore di termini.
Ciò è indice del fatto che l’utente è consapevole che, per arrivare prima al risultato, deve affinare la ricerca e, contemporaneamente, che il motore di ricerca ha incamerato una così imponente quantità di documenti che pianificare un viaggio digitando la parola chiave “vacanza“, è pressochè inutile.
L’utente, in ambito turistico, oramai sa anche ben distinguere un portale, una directory ed il sito ufficiale di una struttura ricettiva.
Sono anche convinto che sia consapevole del fatto che:
- per essere inseriti all’interno di un portale è necessario pagare;
- che la prenotazione attraverso un portale gli costerà di più perchè da qualche parte una percentuale di guadagno dovrà pur essere infilata;
- che atterrando su un portale, o una directory, non ha risolto completamente il suo problema perchè si ritrova a dover, di nuovo, scegliere una risorsa tra le varie proposte;
- inoltre, quelli dei portali non me ne vogliano, spesso l’obiettivo di un portale è ottenere visibilità sui motori, sfoggiare i propri posizionamenti con azioni commerciali, far gola agli albergatori e vendere spazi pubblicitari.
Poichè, alla luce di quanto detto, l’utente assume un atteggiamento diverso una volta atterrato su un portale piuttosto che su un sito ufficiale, sono convinto che, anche se il nostro sito non è, ora, in prima pagina poichè sono troppi i portali che fanno concorrenza per quella parola chiave, in futuro le cose cambieranno, sempre che la risorsa creata trovi riscontro positivo da parte dell’utente.
Per tanto, se oggi abbiamo il nostro sito ufficiale, che però non è in prima pagina per “hotel rimini”, non affidiamoci completamente a portali e directory non curandoci più del nostro sito; dedichiamogli ancor più attenzioni di prima perchè, alla faccia del ranking, se piacerà all’utente, Google gli darà la visibilità che merita.
E non è una previsione idealistica, è semplicemente data dal fatto che da sempre Google migliora le proprie applicazioni per offrire servizi sempre migliori per i propri utenti, perchè solo così li può fidelizzare e può confermarsi il primo motore di ricerca al mondo per ordine di utilizzo.
3.Pianificazione online
Ora, per chiudere il cerchio, prendo spunto da un post letto su BookingBlog (qui il link all’articolo): il tasso che è cresciuto ancor di più della prenotazione online, per quanto riguarda il web ed il turismo, è la pianificazione online.
Il risultato finale è che, magari, l’utente poi vi chiama al telefono, ma affinchè tale telefonata si concretizzi, è necessario fargli vivere un’esperienza positiva durante la navigazione all’interno del sito.
BookingBlog, giustamente, si soffermava sulla natura delle informazioni e dei contenuti presentati (immagini, video, audio) per migliorare l’esperienza dell’utente e non posso che quotare quanto detto.
Voglio però fare il giro più largo: se non abbiamo un nostro sito, un nostro spazio web, dove possiamo concentrare le risorse per creare questa “user experience“?
Portali o directory non si prestano a questo tipo di applicazioni poichè, giustamente, hanno grafica, layout e disposizione dei contenuti che sono il risultato di analisi e che non possono modificare a seconda del cliente inserito.
Quindi, quale migliore occasione di realizzare un sito che piaccia all’utente, che sia studiato sulla conversione (prenotazione o contatto), senza avere lo stress di essere sopra al qual concorrente oppure di essere in quinta posizione anzichè in nona?
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