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gen/08

L’importante è esserci…anche dopo la prima pagina di Google

Questo sarà un post dai toni propagandistici. :-D
Argomento: visibilità sui motori di ricerca.
Target: turismo, o meglio, chi segue la promozione online di strutture ricettive sparse per l’Italia o per il mondo.

Parentesi.
Il target l’ho individuato per due ragioni:

  • a lavoro inizio ad occuparmi di turismo online, e mi piace;
  • è l’unico caso che, ad ora, mi viene in mente per disegnare lo scenario che ora vado a descrivere, ma sono sicuro che il ragionamento potrà calzare anche su altri temi.

Chiusa parentesi.

Lo scenario che si presenta per una struttura ricettiva che va a controllare i propri posizionamenti sui motori di ricerca è il seguente: SERP stracolme di portali e directory a tema dove, tra l’altro, non me la sento nemmeno di escludere che buona parte di ciò sia a tanto così da poter essere definita spam.
Posso immaginare il grado di delusione e, alla stessa maniera, la consapevolezza di chi lavora da anni nel turismo e che, quindi, sa che la probabilità di “stare sopra all’expedia del caso” è abbastanza remota.

L’importante, a questo punto, invece è “tener botta“.
Più precisamente intendo che la soluzione di affidarsi a portali e directory (a pagamento) per avere la propria scheda e magari pure un link con il reindirizzamento, non è davvero la migliore e più performante.

Vorrei giustificare quanto appena detto esplodendo i seguente tre punti:

  • Google si sta muovendo per “migliorare la situazione”;
  • l’utente realizza immediatamente quando si trova in un portale o nel sito ufficiale di una struttura ricettiva e, mi espongo, sono quasi sicuro che la tipologia di navigazione cambia radicalmente;
  • la pianificazione online, ancor più della prenotazione online, sta crescendo in maniera davvero considerevole negli ultimi tempi (fonte BookingBlog).

1.Google

Per annunciare che Google è in continua evoluzione, certo non ci volevo io.
Però vorrei dare spazio ad alcune ipotesi che hanno trovato respiro nelle varie discussioni tra gli addetti ai lavori; nello specifico, relativamente ai “nuovi fattori di ranking” che potrebbero essere presi in considerazione per il calcolo della vostra posizione finale.
Per riassumere il tutto con un parola, direi “utente“.
Infatti si stanno ritagliando sempre più spazio le ipotesi per le quali la posizione di un sito web sui risultati delle ricerche da motore sarà calcolato anche sulla reazione dell’utente rispetto alla risorsa (sito) incrociata.
Per “reazione dell’utente” intendo esattamente ciò che l’utente farà una volta atterrato sul vostro sito web provenendo da motore di ricerca.
Le prime due che mi vengono in mente, molto banalmente, sono:

  • nel peggiore dei casi, esce immediatamente dal sito perchè a) non ha incrociato il messaggio che quella pagina doveva trasmettere (errore di chi ha realizzato il sito) b) la pagina non gli piace (triste ma vero) c) non ha trovato, immediatamente, le informazioni di cui aveva bisogno;
  • oppure, prosegue la navigazione facendo registrare x pagine viste con un tempo di permanenza all’interno del sito pari a x secondi.

Sono molti gli addetti ai lavori, me compreso, che sostengono il fatto che Google dovrà considerare questa permanenza “positiva” all’interno del sito, poichè è un chiaro messaggio lasciato inconsapevolmente da parte dell’utente che il sito funziona, gli piace, gli è stato utile e quindi, merita più visibilità.
Google non potrà non considerare questi aspetti.
Tra l’altro, già li implementa in altre applicazione quali Google AdWords, il Pay Per Click, per intenderci.

Quindi Google si sta muovendo per migliorare la situazione e venirci incontro.

Per creare un filo logico col soggetto originale del post, esplodo ora il secondo punto.

2.L’evoluzione dell’utente stesso

Negli ultimi anni l’utente è cresciuto, così come il suo approccio allo strumento internet e, più nello specifico, allo strumento motore di ricerca.
La cosa è percepibile già dal fatto che le parole chiave per effettuare le ricerche sono state ribattezzate “frasi chiave“, poichè si compongono di un numero sempre maggiore di termini.
Ciò è indice del fatto che l’utente è consapevole che, per arrivare prima al risultato, deve affinare la ricerca e, contemporaneamente, che il motore di ricerca ha incamerato una così imponente quantità di documenti che pianificare un viaggio digitando la parola chiave “vacanza“, è pressochè inutile.

L’utente, in ambito turistico, oramai sa anche ben distinguere un portale, una directory ed il sito ufficiale di una struttura ricettiva.
Sono anche convinto che sia consapevole del fatto che:

  • per essere inseriti all’interno di un portale è necessario pagare;
  • che la prenotazione attraverso un portale gli costerà di più perchè da qualche parte una percentuale di guadagno dovrà pur essere infilata;
  • che atterrando su un portale, o una directory, non ha risolto completamente il suo problema perchè si ritrova a dover, di nuovo, scegliere una risorsa tra le varie proposte;
  • inoltre, quelli dei portali non me ne vogliano, spesso l’obiettivo di un portale è ottenere visibilità sui motori, sfoggiare i propri posizionamenti con azioni commerciali, far gola agli albergatori e vendere spazi pubblicitari.

Poichè, alla luce di quanto detto, l’utente assume un atteggiamento diverso una volta atterrato su un portale piuttosto che su un sito ufficiale, sono convinto che, anche se il nostro sito non è, ora, in prima pagina poichè sono troppi i portali che fanno concorrenza per quella parola chiave, in futuro le cose cambieranno, sempre che la risorsa creata trovi riscontro positivo da parte dell’utente.
Per tanto, se oggi abbiamo il nostro sito ufficiale, che però non è in prima pagina per “hotel rimini”, non affidiamoci completamente a portali e directory non curandoci più del nostro sito; dedichiamogli ancor più attenzioni di prima perchè, alla faccia del ranking, se piacerà all’utente, Google gli darà la visibilità che merita.

E non è una previsione idealistica, è semplicemente data dal fatto che da sempre Google migliora le proprie applicazioni per offrire servizi sempre migliori per i propri utenti, perchè solo così li può fidelizzare e può confermarsi il primo motore di ricerca al mondo per ordine di utilizzo.

3.Pianificazione online

Ora, per chiudere il cerchio, prendo spunto da un post letto su BookingBlog (qui il link all’articolo): il tasso che è cresciuto ancor di più della prenotazione online, per quanto riguarda il web ed il turismo, è la pianificazione online.
Il risultato finale è che, magari, l’utente poi vi chiama al telefono, ma affinchè tale telefonata si concretizzi, è necessario fargli vivere un’esperienza positiva durante la navigazione all’interno del sito.
BookingBlog, giustamente, si soffermava sulla natura delle informazioni e dei contenuti presentati (immagini, video, audio) per migliorare l’esperienza dell’utente e non posso che quotare quanto detto.
Voglio però fare il giro più largo: se non abbiamo un nostro sito, un nostro spazio web, dove possiamo concentrare le risorse per creare questa “user experience“?
Portali o directory non si prestano a questo tipo di applicazioni poichè, giustamente, hanno grafica, layout e disposizione dei contenuti che sono il risultato di analisi e che non possono modificare a seconda del cliente inserito.
Quindi, quale migliore occasione di realizzare un sito che piaccia all’utente, che sia studiato sulla conversione (prenotazione o contatto), senza avere lo stress di essere sopra al qual concorrente oppure di essere in quinta posizione anzichè in nona?

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Commenti

Alessio scrive,

gennaio 4, 2008 @ 19:43

3 link in ingresso nello stesso articolo da un forum di SEO, sono quasi commosso :)

“Quindi, quale migliore occasione di realizzare un sito che piaccia all’utente, che sia studiato sulla conversione”

Sono ancora più commosso di prima :)

Complimenti per l’articolo, ci sono degli spunti davvero molto interessanti.

Completamente d’accordo su “Google dovrà considerare questa permanenza “positiva” all’interno del sito”…per sicurezza cito una previsione di Enrico Madrigano, così vado sul sicuro: “Google testerà o migliorerà (se già attivo) un metro di misura della quantità e qualità del traffico su un determinato sito”.

In disaccordo sul fatto che l’utente che visita un portale sia consapevole che la prenotazione gli costerà di più. Secondo l’ultima relazione della PhocusWright, i consumatori continuano a credere che il miglior prezzo sia quello degli intermediari. Questo io lo vedo comunque come un vantaggio, una spinta a non abbassare le tariffe ma aumentare il valore percepito dell’hotel…

Saluti
Alessio

marco scrive,

gennaio 7, 2008 @ 10:37

Ciao Alessio, grazie per il commento.

Davvero il risultato della relazione della PhocusWright è questo? Non ci avrei scommesso un euro.
Comunque hai ragione, si tratta dell’occasione di aumentare il valore percepito dell’hotel, partendo pure dall’online…

Ciao!
:-)

diggita.it scrive,

gennaio 7, 2008 @ 11:01

L’importante è esserci…anche dopo la prima pagina di Google…

Questo sarà un post dai toni propagandistici.
Argomento: visibilità sui motori di ricerca.
Target: turismo, o meglio, chi segue la promozione online di strutture ricettive sparse per l’Italia o per il mondo….

fradefra scrive,

gennaio 7, 2008 @ 13:43

Va considerato, però, che alcuni portali turistici portano sul serio prenotazioni alle strutture. Parlando con B&B ed hotel, spesso mi capita che i loro responsabili abbiano fatto questa scelta perché effettivamente ne hanno dei ritorni.
Ovviamente non sanno cosa potrebbero ottenere se agissero per proprio conto con un proprio sito ben fatto, però alla fine a loro quello che interessa è vendere le stanze e se ci riescono, perché dovrebbero diventare matti con un proprio sito, un proprio hosting, un proprio resp. web marketing?

In sostanza, temo che per un po’ ci sarà da lavorare sapendo che portali, sistemi e sistemini di prenotazione on-line e circuiti di dubbia efficacia ci sono e resteranno.

Ovviamente, sono d’accordo sul fatto che ogni volta che si può, sarebbe meglio convincere la struttura a farsi un proprio sito, ma non toglierei mai la presenza da alcuni circuiti senza aver prima visto il risultato diretto del sito.

Giacomo scrive,

gennaio 7, 2008 @ 19:15

CIao Marco,

trovo molto interessanti le tue analisi relative al mondo dei motiri di ricerca ed in particolare google. Io, in qualità di gestore di 3 hotels e di un portale di prenotazione che appunto ti ho messo nel mio url, analizzo e monitoro costantemente un panorama che dir ostico è usare un eufemismo. Concordo nel ritenere valori un tempo dominanti quali cross linking e pagerank in dimuzione per quanto concerne il loro peso all’interno dell’algoritmo di calcolo del posizionamento di un sito, mentre come dici tu fenomeni nuovi si stanno sviluppando, e su questo un “permanenza media” potrebbe essere un ottimo argomento a sostegno delle tue tesi. Considero anche in crescita il peso dei contenuti, naturalmente in HTML e con la giusta densità. Spero ti faccia piacere il mio commento. In caso poi ti dico dove son posizionato io con il portale.

marco scrive,

gennaio 7, 2008 @ 19:23

Ciao Giacomo,

sei il benvenuto qui.
Se vuoi condividere con chi legge questo blog i tuoi risultati e le tue strategie, fallo pure. Sarà un piacere poterci confrontare.

Ciao!
:-)

Giacomo scrive,

gennaio 7, 2008 @ 19:28

Grazie,

buon lavoro intanto a tutti e a presto.

Ho una considerazione da farti sul titolo del post, perchè secondo me l’importante è esserci..ma solo in prima pagina, la seconda è già come brancolare nel buio, o quasi..almeno da quello che vedo io. Ci son esempi che confutano questa tesi? Io mi auguro di si..

Giacomo

marco scrive,

gennaio 7, 2008 @ 19:30

Sì, ci sono esempi che ho potuto valutare durante le analisi sui clienti qui in MOCA, ma, purtroppo, non posso condividerle. :-(

marco scrive,

gennaio 8, 2008 @ 10:15

@ fradefra

Quoto in toto.
Per alcune promozioni circa delle strutture ricettive, ho individuato portali che si sono rilevati davvero performanti sotto quest’ottica.
E’ comunque un peccato che, a fianco della visibilità garantita da alcuni grossi portali, non se ne possa accostare una porzione generata dal sito istituzionale.

Poi credo che il sito istituzionale mette in condizione di poter fare anche del brand, cosa che, in questo particolare ambito, non sottovaluterei in quanto non è raro trovare utenti/clienti che, una volta affezionati alla località ed alla struttura, decidono di tornare nell’occasione delle vacanze successive.
Se l’utenza mi arriva dal portale, l’estate prossima tornerà su quel portale perchè “si è trovata bene”, ma non ricollegherà il ricordo positivo alla singola struttura.

IMHO
:-)

Mattia Soragni scrive,

gennaio 8, 2008 @ 15:43

[QUOTE]Se l’utenza mi arriva dal portale, l’estate prossima tornerà su quel portale perchè “si è trovata bene”, ma non ricollegherà il ricordo positivo alla singola struttura.[/QUOTE]

Secondo me il problema maggiore è questo che ho quotato: un problema di fidelizzazione con l’utente che appunto se si trova bene in una determinata struttura, ma ci arriva tramite un portale, forse nella ricerca successiva non ha la sensazione di ritrovare subito quello per cui è stato bene…

ovviamente, se uno si trova benissimo, il nome dell’hotel se lo ricorda e magari una ricercha può risolvere i suoi dubbi…

Giacomo scrive,

gennaio 8, 2008 @ 16:46

Io sono d’accordo con Mattia, se il cliente si trova bene in hotel si ricorda di sicuro il nome della struttura; è tuttavia anche vero che alcuni continuano a prenotare con portali anzichè col sito dell’hotel nonostante gli inviti da parte degli albergatori a prenotare direttamente in modo da risparmiare qualcosa gli uni e guadagnare un po’ di piu gli altri. Lo vedo ogni giorno negli hotels che gestisco a Venezia..

marco scrive,

gennaio 9, 2008 @ 11:21

Sì, beh, è quello che mi auguro, il fatto che poi, nella mente dell’utente/cliente, resti il nome della struttura nonostante la prenotazione sia arrivata da un portale.

Daniel - GenitronSviluppo.com scrive,

gennaio 12, 2008 @ 09:47

Buongiorno,

che piacere è stato leggere questo post!

Mi sono occupato e continuo a occuparmi anch’io da web developer e marketer di strutture turistiche (nelle Marche in provincia di PU) e posso davvero considerarmi in linea con il tuo post.

Per esperienza personale mi sono sempre mosso e continuo a muovermi anch’io tenendo presente i fattori da te indicati: user experience e web site usabile e piacevole.

Vorrei aggiungere inoltre questo fattore che mi ha sempre aiutato a creare web site “turistici” che fanno la differenza: partire da quelle che sono le peculiarità della struttura ricettiva. E’ un dato importante che molto spesso si dimentica per strada. Ciò che si aspetta il potenziale cliente della struttura ricettiva deve necessariamente essere e corrispondere con ciò che trova sul web, naturalmente ampliato e imbellettato un pochino ma senza esagerare.

L’effetto conversione ho notato dipende moltissimo anche da questo fattore. Quindi solo dopo un attenta analisi,l’obbiettivo è di cercare di convincere il proprio cliente su ciò che davvero può puntare penso sia il fattore chiave e di partenza per un ottimo e redditizio web site turistico.

Buon lavoro e seo a tutti!

Daniel – GenitronSviluppo.com

I miei blog preferiti (dall’aggregatore) scrive,

gennaio 18, 2008 @ 10:22

[...] BookingBlog (www.bookingblog.com), blog dall’elevatissima qualità che tratta argomenti a me affini per questioni lavorative; fonte di considerazioni, pensieri e qualche post. [...]

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