Premessa: questa volta mi pongo nei confronti di Facebook in maniera meno distruttiva e più esplorativa.
Però desidero farlo insieme a voi.
Tutte le riviste di settore che mi sono passate per le mani (poche), hanno ritagliato uno spazio a Facebook.
Per forza di cose mi sono messo a leggere maggiore documentazione a riguardo.
E tutto ciò ha scaturito in me una certa curiosità, soprattutto per il fatto che si inizia a parlare di Facebook come il vero social network per fare marketing dove, addirittura, qualcuno ha già iniziato a fare del guerrilla (marketing).
Io mi trovo abbastanza in accordo con Vittorio Pasteris.
Nella sua citazione, ripresa dalla rivista Internet Magazine, egli afferma che, dal canto suo, prova un po’ di scetticismo nei confronti di Facebook, anche solo per il fatto che in Italia siamo quattro gatti ad utilizzarlo tra i quali, tra l’altro, ci sono pure quelli che passano da un social all’altro seguendo il trend del momento senza soffermarsi troppo su almeno uno di questi.
La cosa bella e intrigante lato marketing, letta sull’ottimo post di Marco, è che il tuo network di amici, dal proprio profilo, vede le tue azioni, i tuoi spostamenti e movimenti all’interno del social, i tuoi messaggi e, soprattutto, le tue iniziative.
Bene.
Ora caliamoci nell’ambito aziendale, un po’ perchè molti di noi finiscono a parare lì e un po’ perchè sarebbe davvero intrigante poter continuare a studiare e vivere un social anche in ambito lavorativo, per cavare almeno un ragno dal buco da questa sorta di inglobatore quale è Facebook.
Secondo voi, un’azienda può sfruttare Facebook?
La chiave per rispondere a questa domanda credo risieda nel profilo di utenza che mediamente fa utilizzo di questo social network.
Molti sono giovani, probabilmente non imprenditori, o al limite imprenditori di se stessi, però potrebbero essere quelli che poi propongono, alle proprie aziende, i servizi/prodotti individuati su Facebook.
Oltre ad essere giovani, direi che in linea di massima, ci interessano quelli italiani.
Però c’è da dire che sono pochi.
Insomma, a chi ci troviamo di fronte?
Dal canto mio direi giovani studenti e lavoratori o adulti con la sindrome di Peter Pan (
), affascinati dalla rete, che la utilizzano per lavoro o passione diverse volte la settimana (per non scendere nell’ambito giornaliero). Però sono anche pochi, se ci riferiamo all’utenza italiana.
Ci sono altri caratteri a vostra conoscenza utili per disegnare il profilo dell’utenza di Facebook?
Oppure questi sono necessari per capire o meno se un’azienda può trovare potenziale clientela?
E se fosse così, se i clienti ci fossero davvero, quale sarebbe la maniera migliore di usufruire di questi contatti via social?
Bisognerebbe diventare profili di rilievo?
Quindi vivere attivamente il network?
Voi che dite?
Io vorrei davvero capire se questo social, così come si afferma in giro, può diventare davvero utile in ambito markettaro.
Perchè è vero che si registrano 100.000 nuovi utenti ogni giorno, ma a quanti di questi poi interessano i nostri servizi/prodotti?
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