22
ott/08

I contatti nei Social Network: il nuovo (spam) ROI

Mi fa davvero piacere quando un’azienda si inserisce nella conversazione.
Sono molto vicino a Nicola Zago di Lago, in questo senso.
Ed ho parlato a tutti, qui in ufficio, di questa iniziativa di EA Sport relativamente al “Jesus Shot” (vi rimando al video su YouTube ed alla spiegazione su NinjaMarketing).

Però c’è modo e modo.
Cioè, non è che basta un numero per decretare il successo o meno di un’iniziativa, soprattutto nel Social Media Marketing, dove sono altre le KPI di riferimento: molto più qualitative che quantitative (e per questo difficili da misurare).

Mi spiego meglio e scusatemi la confusione, ma è un nodo che mi porto dietro da diverso tempo.
La prendo larga: le case history.
Le case history sono sempre stato qualcosa di molto particolare; la funzione principale è quella di fare da vetrina, “per farsi belli” con i prospect, e va bene così, ci mancherebbe.
Però nella case history c’è una sorta di licenza poetica che ci permette di definire il successo della stessa chiamando in causa qualsiasi tipo di numero, aspetto, fenomeno. Qualsiasi.

Piccola parentesi: ho sempre adorato le case di insuccesso. Sono quelle dalle quali ho sempre raccolto di più. Chiusa parentesi.

Ecco che allora succede di leggere in giro, su varie riviste di settore, interviste e case history relativamente ad iniziative, naturalmente di successo, legate al Social Media Marketing.
Leggo, approfondisco e scopro che per taggare la suddetta case come “di successo” sono bastati un paio di dati:

  • il numero di contatti da Twitter;
  • il numero di contatti da Flickr.

(per contatto intendo il classico “Tizio wants to add you” di Facebook).

Allora scendo ancora più nel dettaglio, vado a vedermi gli account e scopro che:

  • hai 1.000 follower ma pure 10.000 following;
  • hai 10.000 amici su Flick.

E tutto in meno di 15 giorni.

Ecco a voi lo spam sui Social Network: i contatti.
Spesso con un rapporto di 1:10 si spammano i Social Network per fare richieste di amicizia/contatto a chiunque bazzichi il network del caso.
E la cosa bella è che tale metrica viene considerata come di successo.
E la cosa ancora più bella è che il tutto diventa una case.
Ed è meraviglioso quando questa finisce sulle pagine di una rivista di settore.

Quando succedono queste cose mi viene su un misto di tristezza ed incazzatura (quasi come quando Report su Rai3).

Fare Social Media Marketing è difficile.
Riuscire a condividere un modo di vedere le cose affinchè un’azienda si inserisca nella conversazione con il suo mercato lo è ancora di più.
Misurare il ritorno di tutto ciò, per ora, un miraggio lontano, attraente, ma lontano.

E nel mentre di tutta questa fatica arriva l’agenzia di turno che deve preparare una case history per una rivista pubblicando due numeri che vogliono dire altro, passandoli per KPI di successo nel Social Media e costruiti, tra l’altro, artificialmente senza lasciare nessuna traccia di engagement.

Domanda: ma ora che sono passati 6 mesi e 15 giorni dalla pubblicazione della rivista, il numero dei follower è sempre fermo a 1.000?

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Commenti

Maurizio Goetz scrive,

ottobre 22, 2008 @ 10:56

Molto interessante e condivisibile.

Marco scrive,

ottobre 22, 2008 @ 11:10

Wow! Grazie per essere passato di qui, Maurizio. :)

Mariela De Marchi scrive,

ottobre 22, 2008 @ 21:02

Interessante analisi, Marco. Far capire alle aziende i meccanismi interni dei SN, ad esempio, è durissima. Loro magari ti cercano, subito entusiasti, poi quando gli spieghi come vanno le cose, la fatica che si fa, mamma mia, fanno una faccia!
È la logica di internet stessa – come grande campo di informazione e soprattutto condivisione – a sfuggire alla maggior parte della gente che vive la rete in modo passivo o appena di passaggio. Non so se sia così dappertutto – ma poi vedo gli articoli sulla stampa circa Facebook e compagnia e rido per non piangere. Disinformazione totale…

quasigoal scrive,

ottobre 23, 2008 @ 18:08

apparire ha più importanza che essere
le regole del gioco off line valgono anche on line. :-(

Marco scrive,

ottobre 25, 2008 @ 14:36

(Purtroppo) Sacrosante verità. :(

Michele scrive,

dicembre 1, 2009 @ 18:31

Estremamente e paurosamente vero. Ho letto da qualche parte che una qualsiasi persona riesci a relazionarsi regolarmente con al massimo con 100 persone. Come mai qualcuno ha 1500 – 2000 amici su Facebook? Siamo ancora molto distanti dal riuscire a misurare la qualità in termini di ROI sui Social Media. Bravo Marco.

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