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ott/08

Fare buzz. Ma dove?

Ho un blog.
Contemporaneamente lavoro per una SEM Agency, un’agenzia che lavora nel settore del web marketing.

Qualche settimana fa ho avuto l’occasione di trovarmi “dall’altra parte”.
Significa che per “una cosa” (non posso spingermi oltre), mi sono ritrovato a dover individuare dei blogger/opinion leader da coinvolgere…in questa “cosa”, appunto.

E’ stata un’attività difficile, lunga, scrupolosa ma divertente.
In più di un’occasione mi sono ritrovato a pormi questa domanda:
provo a coinvolgere un blogger che fa un casino di pagine viste al giorno autorevole, oppure rinuncio ai grandi numeri ed individuo una risorsa che parla ad un’audience molto verticale, targhetizzata, della serie pochi ma buoni? Insomma, per intenderci, provo a sentire via Skype Luca Conti oppure mando una mail a Davide Pozzi, il cui blog è fortissimamente orientato al SEO (oltre ad essere estremamente autorevole nel suo dominio di competenza)?

In concomitanza con questa mia attività, ho visto (come molti, credo) che pure Sony Ericsson si è mossa in questo senso (copioni :D ), coinvolgendo un sacco di blogger.
Facendo un po’ di ricerche per il modello oggetto della promozione, incrocio questi blog:

So che recentemente anche Nokia si è mossa in questo senso, mi pare con l’N96.
Se non sbaglio, tra i blogger coinvolti ci dovrebbero essere:

Secondo voi qual è la migliore strategia?

So che negli Stati Uniti ci sono società specializzate che si occupano di fare buzz coinvolgendo blog “piccoli” (considerando la blogosfera americana, capirete quanto ci voglia ad una società solo per fare lo screening) mettendo quindi al primo post l’audience targhetizzata.
Voi che ne pensate?

Poi c’è anche un altro aspetto che mi porta a pensare che quella di Sony Ericsson non sia la strategia migliore: gente come me non potrà mai ricevere “in prova” il cellulare. :)

Sono utente Mac, quindi per me esiste solo l’iPhone, però credo che si stia disegnando una sorta di piramide nella blogosfera che mette sempre più in luce pochi blogger (i cui meriti per tali traguardi non si discutono) e ne lascia in ombra altri. (Lungi da me attribuire meriti o colpe dello scenario che descrivo).

Sono convinto che, in ogni caso, la mossa di Samsung sia meravigliosa. Parliamo di marketing, blog, aziende, blogger, conversazione.
Io forse guardo un po’ più in là.
E voi cosa vedete?

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in Blogosfera, Considerazioni, Web Marketing · TrackBack URL

Commenti

Tambu scrive,

ottobre 27, 2008 @ 09:17

forse non ti hanno contattato perché hai sbagliato per tre volte la marca del telefono? è SonyEricsson, non Samsung! :-P

seriamente, io credo che più che mai in questo caso la verità stia nel mezzo: non puoi spendere tutto il budget in blog “piccoli” per non vaporizzare il ROI, e non puoi nemmeno concentrarti solo su “pezzi da 90″ che macinano pageviews come noccioline ma c’azzeccano poco con la cosa che devi promuovere. Il lavoro di analisi del target e dei blogger da coinvolgere è come il meccanismo di un orologio, o una formula chimica…

Napolux scrive,

ottobre 27, 2008 @ 09:46

Quoto Tambu.
A volte, quando mi capita di parlare con agenzie di PR online di questa faccenda, suggerisco comunque di coinvolgere oltre ai “soliti noti” (in cui mi metto anch’io, visto che ultimamente di cellulari qui ne gira qualcuno…) anche blogger magari poco conosciuti, ma di gran valore per la nicchia di mercato a cui il prodotto si rivolge…

Purtroppo chi si occupa di queste cose sembra non sentirci :(

A volte li capisco però. I grafici al cliente li fai con le pageviews, mica con il valore del blogger.

marco.ziero scrive,

ottobre 27, 2008 @ 10:34

Quoto anche io Tambu e Napolux.
La verità sta nel mezzo.

In ogni caso mi fa piacere leggere che anche i “soliti noti” ;) , quando possono farlo, cercano di far acquisire all’agenzia PR di turno una visione più allargata delle cose.

La fase davvero più critica è l’individuazione e la selezione dei blogger da coinvolgere per la promozione del caso.

Forse fare riferimento spesso ai soliti noti indica la scarsità di tempo e risorse da investire nel progetto.
Alla fine, un’azienda che opera esclusivamente in uno specifico territorio, se potesse scegliere tra una tv locale e mediaset, forse forse, andrebbe sulla seconda.

Vabbè. Vediamo come si evolve la cosa.
Grazie per essere passati di qua. :)

Napolux scrive,

ottobre 27, 2008 @ 11:09

Correggi Samsung in Sony Ericsson! :P

baldo scrive,

ottobre 27, 2008 @ 11:35

Mi sbilancio, a costo di dire vaccate:)
Rimango convinto che la ricerca di un gruppo di blog-forum-siti-quellochevuoi debba essere selezionato a seconda dell’argomento che vuoi trattare. Secondo me i risultati saranno maggiori in termini qualitativi tanto più chi scrive dell’argomento che proponi (e quindi chi legge) ha a che fare con lo stesso.
Scritta la frase più incasinata del mese, posso anche fermarmi qui :)

DAG scrive,

ottobre 27, 2008 @ 11:57

Non capisco cosa c’entri Mauro Lupi con gli altri bloggers… I suoi meriti non derivano dall’attività di blogger, ma dal fatto che sia un esperto di marketing e comunicazione…

A parte questo, io ho circa 20 iscritti al feed e un centinaio di visite giornaliere; che dite: mi contatterà qualcuno per fare pubblicità ad un prodotto?

Marco scrive,

ottobre 27, 2008 @ 12:36

@ Napolux
Fatto. ;)

@ DAG
Non so cosa c’entri. Ma anche lui è stato “oggetto” della promozione.
P.S. Ho corretto il link che puntava al tuo blog

@ baldo
Vero, ma con la logica del fatto che la verità sta nel mezzo, il cliente rischia di restare deluso per lo scarso effetto, quantitativo, registrato sul suo sito web.

gluca scrive,

ottobre 27, 2008 @ 15:26

secondo me, coinvolgere un blog solo perche’ fa molte *visite* non ha senso. Poi, *molte* visite, ne siete sicuri? io sarei anche al 30esimo di BB, e faccio 250 visitatori unici al giorno… e Mante (n.2 o 3) ne fa 1000.

Napolux scrive,

ottobre 27, 2008 @ 16:48

@gluca
Discutere di metriche non porta da nessuna parte… Le agenzie di PR avranno i loro sistemi di valutazione.

Che poi siano sbagliati immagino si sia tutti d’accordo. :P

capitano scrive,

ottobre 28, 2008 @ 04:58

sono un po’ perplessa marco.. quando parli di fare buzz, ti riferisci al fatto di dare dei prodotti in prova, oppure al parlare di alcuni prodotti indipendentemente dall’avere fisicamente il prodotto o meno? i casi citati sono tutti di buzz con prodotto in prova.. mentre, come ben sappiamo, le agenzie di pr si muovono anche su quelli che una volta erano i classici “pubbli-redazionali”, e che ora sono post pre-confezionati e dispersi ad uso e consumo del blogger..
inoltre, dovremmo fare un ulteriore distinguo tra i casi in cui il “buzz con prodotto” viene organizzato da un’agenzia di pr (il caso digital-pr per la nokia), e quando viene orchestrato da un’agenzia che si occupa esplicitamente di buzz marketing (il caso buzz angels- per la sony ericsson) .. per il buzz senza prodotto, è un po’ difficile fare un’analisi lucida su due piedi, vista la natura camaleontica degli articoli in oggetto.

vi consiglio di dare uno sguardo a questo post di stefano hesse http://sottorete.typepad.com/blog/2008/07/bloggers-test-drive.html di quest’estate che tratta il medesimo argomento e che potrebbe essere utilizzato per uno spunto di riflessione di più ampio respiro..

ps: odio gli antispam dove devo fare i calcoli.. senza il mio abaco mi sento persa :)
pps: dag, come recita la spot di “che banca!” dicci la verità: ovvero che qualcuno ti ha già contattato per fare pubblicità ad un prodotto ma tu non ce lo vuoi dire ^_^ ! tu hai l’obiettivo di promuovere il samsung omnia e sono stati loro a regalartelo! recentemente ho notato in più di qualche tuo commento ad altri blog (sicuramente la recensione dell’N96 di napolux, di andrea beggi e di fullo) dove ne tessevi le lodi :) canta con me e con little tony (e magari anche con ennio doris :D

Marco scrive,

ottobre 28, 2008 @ 10:07

@ capitano

Credo sia corretto conoscere in dettaglio lo scenario di questi tipi di attività: “prodotto in mano” o redazionale, pr agency o buzz agency (anche se credo che la buzz agency sia figlia della pr agency)?

In realtà, però, nell’analisi, se la vogliamo chiamare tale, che ho buttato giù, è un particolare che metterei in secondo piano: il concetto si può allargare, in generale.
Il core è: blog più popolare con molte pageviews o blog più verticale e, magari, con meno lettori?

Il fatto che gli esempi riportati siano tutte promozioni con “prodotto in mano” è giustificato dal fatto che mi è stato più facile rintracciarle per appoggiare da qualche parte la mia tesi.

E tornando al distinguo, credo che, tra le due, faccia molto più parlare una promozione che vede coinvolto un blogger al quale si spedisce un prodotto, piuttosto che un redazionale precotto, anche perchè è di più immediata individuazione da parte di chi, alla fine, è il vero target dell’attività: il lettore del blogger, non il blogger.
Anche perchè, per certi blogger, oramai non è più una novità.
E forse è questo il punto sul quale mi vorrei focalizzare: non è il caso di provare a coinvolgere anche quelli che stanno un po’ più in giù nella piramide della blogosfera chiudendo un attimo l’occhio sulle pageviews?

DAG scrive,

ottobre 28, 2008 @ 10:11

@capitano
Purtroppo ti sbagli… L’ho ricevuto da mia moglie per il mio compleanno…
Il mio commento in contemporanea sui tre blog era ancor più “ragionato” di quanto pensi…
Ora ti dico la verità…
I tre blog menzionati fanno spesso recensioni di prodotti.
All’apparenza sembrano molto “veri”: se c’è da “tessere le lodi”, loro le “tessono”; se invece c’è da “bastonare”, loro “bastonano”… Nessuno saprà mai se il loro giudizio è “condizionato”, ma comunque per me sono sinceri.
Nonostante tutto ho voluto metterli alla prova: ho inserito nei loro post un prodotto concorrente a quello recensito per verificare la loro reazione. Come è andata? Lo hanno ignorato; è stato come se il nome del mio nuovo telefono non fosse stato scritto…
Tu non lo avresti trovato “strano”?

Per quanto riguarda le “lodi” ti assicuro che tutt’ora continuo a tesserle; se poi Samsung mi vuole regalare qualcosa, sappia che è ben accetta.

Per ora un solo difetto: ha un unica uscita per auricolare, collegamento PC e caricabatterie: se vuoi usare l’auricolare col telefono in carica non puoi farlo…

capitano scrive,

ottobre 28, 2008 @ 11:59

@Marco sull’argomento con me sfondi una porta aperta :) proprio sul blog di stefano hesse (ed altrove a dire il vero, ma niente spam per oggi) commentavo sull’importanza di selezionare l’opinion leader adeguato al prodotto da promuovere, onde evitare una distorsione della comunicazione stessa. Selezionare, quindi, una fonte autorevole che, tuttavia, per essere considerata tale non deve essere troppo inflazionata.. o perde la propria autorevolezza e, soprattutto, è meno incline al confronto.

Ho puntualizzato la distinzione tra PR Agency e Buzz Agency semplicemente perché, se nella prima l’obiettivo è, ovviamente, migliorare ed integrare le pubbliche relazioni online con quelle offline.. teoricamente conscia delle dinamiche aziendali e partecipe della filosofia del brand, la seconda è, per sua stessa natura, più orientata al raggiungimento del maggior numero di utenti nel più breve lasso di tempo. Ecco il perché, a livello strettamente commerciale, la scelta dei blogger da selezionare è dettata da delle logiche più di supermarket che di vendita al dettaglio.

Sfortunatamente, in tutto ciò si perde la coscienza del blogger che, pur avendo un suo pubblico più o meno vasto, rimane tuttavia ristretto entro specifici paletti.

Si dovrebbe fare un passo indietro e valutare un fattore importante: l’utente medio che si informa online (soprattutto nel settore tecnologico) lo fa poco prima di procedere all’acquisto, subito dopo aver acquistato o quando incontra dei problemi di varia natura. I blogger selezionati, vanno incontro a questa piccola legge della domanda e dell’offerta o sono semplicemente ad uso e consumo della nicchia di early adopter che tanto, avrebbero coinvolto ugualmente? Ed il valore del coinvolgimento, in tali casi, su che piano si attua?
Ed ancora: non dovremmo valutare oltre alle pagine viste o gli utenti unici, anche il collocamento effettivo del blog all’interno del ranking dei motori di ricerca dal momento che, quell’utente che sarà il nostro potenziale acquirente e che nella maggior parte dei casi non conosce la blogosfera così come viene disegnata dalle classifiche, si rivolgerà a loro per avere risposta ai propri tormenti?
Infine, non stiamo andando verso una mercificazione delle opinioni che destabilizza quell’utente medio che muove il motore dell’economia anche su Internet?

capitano scrive,

ottobre 28, 2008 @ 12:19

@DAG ho separato i due commenti per non mettere, come si suol dire, troppa carne al fuoco. Perdonami se ho messo in dubbio la provenienza del tuo “regalo” ma, di questi tempi, è sempre più difficile distinguere tra utenti realmente coinvolti ed interessati a condividere le proprie opinioni su uno specifico prodotto per il piacere di condividere la propria conoscenza e quelli che lo fanno in modo più “mirato”.

Sinceramente, non posso dirti che ho considerato “strano” il comportamento.. era “off topic” per cui inascoltato.. del resto, a volte è difficile senza metri di paragone confrontarsi con altri modelli o altri brand, soprattutto se non si ha esperienza in merito. Perché non fai una tua recensione, da reale utilizzatore del telefono? Una recensione mossa dal cuore e non dall’interesse? Io la leggerei e commenterei volentieri :)

fradefra scrive,

ottobre 29, 2008 @ 08:31

Io penso che non si possa fare una regola generale. Attività di questo genere per conto di vari miei clienti l’ho condotta molte volte e devo dire che ogni volta m’è toccato riconsiderare tutto.

Una regola fissa, però, la possiamo individuare, secondo me, ed è: non conta ciò che noi riteniamo importante, conta la percezione che i potenziali clienti hanno, della cosa.

Secondo me non esiste quello che ne sa e quello che non ne sa. Sono i potenziali utenti che investono di questo attributo una persona piuttosto che altre. Quindi mi pongo sempre la domanda di dove una certa comunicazione farebbe più presa, in relazione ai signori ai quali voglio vendere.

Ho usato entrambe le strategie. In alcune situazioni, la massa (speriamo che la “massa” mi perdoni per il termine) non sta a guardare chi scrive bene, non capisce neppure se l’autore è titolato o no e comunque non importa. A volte su certi prodotti non serve l’opinione degli esperti, ma quella della gente comune. Ad esempio il cinema. Alla gente interessa poco ciò che dice la critica, vuol sapere che dice il vicino di caso.

In questa situazione, comunicare ovunque, indipendentemente dal tema, può essere una strategia corretta ed efficiente.

Su altri prodotti, invece, è più corretto avere recensioni da parte di fonti autorevoli. Lo scorso anno abbiamo venduto on-line 8 casse HI-FI Magneplanar. Faccio presente che una cassa Magneplanar costa dalle 2 mila alle 22 mila euro per una (non a coppia) e noi non abbiamo venduto quelle da 2 mila. Ovviamente le recensioni di queste casse sono on-line su siti ultraspecializzati. Chi spende on-line 20 mila euro per comprare una cassa (sembra impossibile che possa succedere una cosa simile in Italia, invece succede), non bada certo alla considerazione scritta on-line da Fradefra. Si cerca quella dell’opinion leader HI-FI (per inciso, morente).

My two cents

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