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ott/07

La blogosfera come un iceberg: un’occhiata alla base

Le riflessioni che seguono nascono da uno spunto emerso durante il Ghiradabarcamp, più precisamente durante lo speech di Luca Conti.

Tra le varie considerazioni oggetto della sua presentazione, ce ne sono state un paio relativamente a come il mondo dei media dovrebbe interfacciarsi con la blogosfera.

Con mondo dei media sottointendo chi, direttamente, fa comunicazione ma anche chi investe nella comunicazione per realtà di terze parti, banalmente, intendo anche i markettari che, come strategia di visibilità, decidono di investire sulla blogosfera interagendo con i blogger o cercando di stimolare la loro propensione a scrivere, a creare contenuti.

E’ chiaro, o quanto meno io mi trovo assolutamente in accordo, che questa è una delle strade da percorrere.
Ci vorrà tempo, ma negli Stati Uniti la cosa funziona, lì si parla addirittura di BlogStar, visto che, di riffa o di raffa, il denaro gode comunque di un buon posto a sedere in questa logica.

Però vorrei evitare ti discutere il lato economico della faccenda.
Vorrei anche evitare il punto di vista del blogger chiamato in causa per la recensione di tale prodotto o servizio.
Desidero piuttosto confrontarmi con voi in merito alle strategie che chi decide di investire in questa (blogo)sfera dovrebbe seguire o meno.
Anzi, faccio di più, ne propongo una io e poi la si discute assieme.

Premessa: da ignorante (nel senso che ignoro) credo che non sia misurabile con precisione il ritorno dell’investimento di una strategia del genere.
Lasciamo perdere i link. Il Pagerank men che meno.
Il feedback dell’utente forse, anzi, sicuramente se l’obiettivo di tale strategia è sondare il mercato con orecchie 2.0, ma altrimenti credo di no poichè non direttamente collegabile ad una conversione o contatto.

Fatta la premessa mi e vi chiedo: se aveste a disposizione abbastanza libertà in termini di budget, tempo, risorse e percezione del web da parte del cliente, a quali blogger fareste riferimento?
Dò per scontato che i blogger individuati devono avere affinità con quello che si vuole promuovere.
Ma a chi fareste riferimento?
Subito agli opinion leader?
Poche ricerche su Google e via una lista di nomi?
Oppure investireste del tempo ad esplorare la base di questo grande iceberg che è la blogosfera?

C’è anche il fatto che, come espresso dal pubblico che ha assistito allo speech di Luca Conti, gli utenti più attenti iniziano a guardare con sospetto a “certi post” che compaiono sulle pagine dei blog più autorevoli.
Addirittura è saltato fuori che di dieci post sponsorizzati, se due criticano in maniera negativa il prodotto/servizio, è meglio, perchè “sembra più naturale“.
Quasi quasi si stava dicendo che la fiducia verso i blog più autorevoli sta diminuendo pian piano.
Che è necessario trovare una via per far passare per “naturale” quel comunicato.
Insomma, la storia quasi più vecchia del mondo: la pubblicità non piace e bisogna cercare di mimetizzarla il più possibile (anche se sono convinto che nello scenario web le cose si muovono diversamente).
La puzza di “post sponsorizzato”, insomma, è sempre più rintracciabile e un post catalogato pubblicamente, appunto, come sponsorizzato, può non avere lo stesso ritorno di un post più genuino.

Un discorso del genere, più etico/teorico, lo affrontavo qualche post fa, ora invece mi ritrovo qui a discuterlo da un punto di vista più professionale/lavorativo, forse markettaro.

Quindi, optato il fatto che un post “sponsorizzato” infilato in un blog autorevole, probabilmente, non viene considerato molto o viene individuato subito come “pubblicità” (quindi negativa), ha senso investire nella punta dell’iceberg?
Non ha forse più senso, in termini di performance, individuare un numero (maggiore) di piccoli blog che, probabilmente, riescono a trasmettere un tasso più elevato di fiducia?
Insomma, (invento) chi se lo immagina che la Nike ha contattato un migliaio di blogger che, individualmente, fanno meno di 50 unici al mese?
Non è forse un’estensione del concetto di Long Tail che si discuteva qualche post fa?
Negli Stati Uniti c’è già un’azienda, a mia conoscenza, che, per vendere spazi pubblicitari, individuando piccoli blog tematici.
Forse il ROI misurato da lì è più alto?
Che ne dite?

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in Blogosfera, Web Marketing · TrackBack URL

Commenti

max scrive,

novembre 5, 2007 @ 09:33

ciao marco, volevo solo ringraziarti per aver citato aziendeconleorecchie. un saluto e complimenti per il blog, max.

diggita.it scrive,

novembre 13, 2007 @ 20:25

La blogosfera come un iceberg: un’occhiata alla base…

Le riflessioni che seguono nascono da uno spunto emerso durante il Ghiradabarcamp, più precisamente durante lo speech di Luca Conti….

marco ziero e il blog del figlio del presidente scrive,

novembre 19, 2007 @ 17:37

Zooppa, user generated advertising…

Sei appena arrivato e trovi questo blog interessante? Iscriviti al Feed RSS per tenerti aggiornato. Grazie per la visita!
Qualche tempo fa ho partecipato al Ghiradabarcamp.
L’occasione è stata fonte di alcuni interessanti spunti ma anche di inco…

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