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set/07

Facebook: un (grosso) punto interrogativo

facebook

Questa è una delle tante cose che non capisco davvero: perchè i media continuano a parlare di Facebook?
Ma non parlare e basta, cioè, non è che si analizza il fenomeno, lo si idolatra solamente. Perchè?
Davvero non capisco il senso, il filo conduttore di questa specie di social network.
Ho sempre espresso il mio disappunto per MySpace, ma almeno lì un leif motive c’era: la musica.
Flickr, da sito di photo sharing è diventato un grandissimo (e bellissimo) social network.
Ma Facebook? A cosa serve?
Ma soprattutto, perchè i miei ne parlano come una delle più grandi invenzioni del millennio?
Qual è lo scopo di questo social network?
Perdonatemi lo sfogo, ma ogni volta che accetto l’invito di qualcuno ed atterro sulla sua homepage, terribilmente vuota, mi chiedo perchè non ho ancora cancellato l’account.

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Commenti

Fran scrive,

settembre 11, 2007 @ 11:31

Azzo marc, questo post avrei potuto scriverlo io, anzi, lo stampo e lo appendo in camera.

Io non capisco proprio il motivo dell’esistenza di MySpace (che al di fuori della scena musicale è vacuità e spam) e di Face Book.

Eppure al BarCamp Romagna c’era gente che collezzionava questi account ed altre inutility.

Anche io non sò perchè non l’abbia ancora cancellato quell’account. Avremo presto un rigurgito 2.0 ?

marco scrive,

settembre 11, 2007 @ 11:38

ma quello che più non capisco è il perchè i media continuino a parlarne?!?

Filippo Ronco scrive,

settembre 11, 2007 @ 13:42

Ciao Marco,

sono completamente d’accordo. L’unica genialità di facebook è la sua potenziale infinita espansione evoluzione (attraverso gli add on degli utenti).

Sto lavorando duramente ad un progetto di social networking che sia veramente utile a qualcuno. Chi lo sta usando ne sta già traendo i propri vantaggi (relazioni, contatti commerciali). Mi piacerebbe proporvi (a te e ai tuoi lettori) di provarlo ma è wine & food oriented e non so se è un ambito che vi interessa.

Ciao

Filippo

http://www.vinix.it

marco scrive,

settembre 11, 2007 @ 14:53

ciao filippo,
ti prego, presentalo pure.
se puoi indicare qualche riga di descrizione oltre al link.

tanto, qui, una categoria “a tavola” c’è già! ;-)

Nicola scrive,

settembre 12, 2007 @ 01:32

Problemi e dubbi di questo genere nascono quando dei network sociali, nati per soddisfare i bisogni molto precisi di una “comunità verticale” ben definita (gli studenti dei college, nel caso di facebook) vengono adottati e usati indistintamente da tutti, e scambiati per una sorta di Skype superpotenziato. Basta poco per vedere come su Facebook molti utenti si limitino a scambiare qualche battuta, inviare un “gift” all’amico, piuttosto che offrire un giro di birre virtuali ai top friend. Per quanto mi riguarda ho avuto l’occasione di conoscere ed usare facebook proprio per soddisfare i medesimi bisogni per i quali è stato concepito. Ho creato un gruppo http://www.facebook.com/group.php?gid=17352923328 per mantenere la rete dei contatti sviluppati attraverso i workshop di Lagostudio. Inoltre mi serviva una piattaforma condivisa che permettesse a tutti di inserire contenuti collezionati durante il periodo di permanenza. Per il mio scopo Facebook si è rivelato fino ad ora imbattibile.

marco scrive,

settembre 12, 2007 @ 09:11

che dire nicola, grazie davvero per aver condiviso questa tua esperienza diretta.
molto probabilmente hai ragione tu: il leif motive di Facebook è stato male interpretato.
:-)

Fran scrive,

settembre 12, 2007 @ 09:29

Sì, la risposta di Nicola è davvero sensata, assistiamo ad una decontestualizzazione di questi social network e ad un loro ingiustificata esportazione, solo perchè vanno di moda.

Bisognerebbe farne un uso più critico, sembra di assistere alla corsa verso la nuova frontiera di internet.

marco scrive,

settembre 12, 2007 @ 09:33

infatti, oramai sembra davvero che sia necessario essere ovunque, indipendentemente da tempi, modi, risorse e motivazioni, l’unica cosa è ESSERCI. personalmente inizio a non apprezzare davvero questo modo di vivere la rete! :-(

Filippo Ronco scrive,

settembre 12, 2007 @ 10:36

Caro Marco,

seguo il tuo consiglio allora e ti segnalo questo mio progetto : http://www.vinix.it si può fare tutto già con la registrazione free. Se vi va di provarlo e metterlo a dura prova sarebbe per me un privilegio. Mi piacerebbe capire se lo mettereste nel calderone dei social network inutili o usa e getta oppure se lo ritenete realmente uno strumento utile.

Grazie mille.

Filippo

marco scrive,

settembre 12, 2007 @ 11:02

io lo proverò sicuramente!
non credo finirà nel calderone dei social network inutili perchè il leif motive è chiaro fin da subito.
da astemio ti faccio una confidenza: a volte, quando capito di fronte a progetti di questo tipo, un po’ mi rammarica il fatto di non essere amante del vino! di primo achito questo è il sentimento che ho “vissuto” dopo le prime pagine di navigazione.
mi iscrivo comunque… :-)

ciao!

marco scrive,

settembre 12, 2007 @ 11:06

ah, filippo, mi sono registrato sotto la categoria Wine & Food, anche se di Wine, come scrivevo, ne bevo poco! :-)
ma va bene lo stesso che di Food ne mangio molto?!? :-D

Filippo Ronco scrive,

settembre 12, 2007 @ 11:10

Un trevigiano che non ama il vino. Mah, se ne sentono di tutti i colori oggigiorno ;-)

Ciao, Fil.

marco scrive,

settembre 12, 2007 @ 11:13

trevigiano di fresca adozione, in realtà sono padovano

:-D

Fabio Sutto scrive,

settembre 12, 2007 @ 16:34

Ciao Marco,

beh…io sarei ancora più radicale e scaglierei un’invettiva anche peggiore contro Twitter :)

marco scrive,

settembre 12, 2007 @ 16:50

già, meriterebbe un post a parte anche lui! :-)

p.s. che piacere vederti qui, Fabio.

Fabio Sutto scrive,

settembre 13, 2007 @ 14:31

“p.s. che piacere vederti qui, Fabio.”

Piacere mio :)

marco scrive,

settembre 13, 2007 @ 15:00

:-)

dsom scrive,

settembre 13, 2007 @ 17:46

Per me twitter è da 16enni :P o meglio a 16 anni ci avrei visto un perchè :)

Credo che l’essere italiani limiti un pò la visione e le possibilità di questo SN, funziona semplicemente per 2 motivi:

1) è usatissimo.
2) pemette lo sviluppo di apps di 3 parti.

Un esempio:

In america la Blockbuster ha creato un APP da installare (gratuitamente) nel profilo Facebook per poter vedere in tempo reale i film noleggiati dagli utenti del tuo gruppo, e in base a questi avere dei “probabili film piacevoli” che puoi noleggiare con pochi click.

Rendo l’idea :) ?

Credo che quando tutto questo sarà arrivato qui, qualcosa di nuovo lo vedremo :)

a presto, e complimenti per il blog :)

marco scrive,

settembre 14, 2007 @ 09:31

ottimo contributo!
grazie, Tommaso.
:-)

ema scrive,

settembre 25, 2007 @ 11:45

Sinceramente è difficile dare una risposta univoca…

Ti spiego: a me non piacciono minimamente i vari siti o network “social”. E più forte di me…come utente non ne vedo l’utilità. Invece come seo e anche nella gestione di siti miei devo ammettere che tutto ciò che è social ora come ora piace molto all’utento medio…

Un circolo vizioso…

marco scrive,

settembre 25, 2007 @ 11:53

:-D

marco ziero e il blog del figlio del presidente scrive,

ottobre 10, 2007 @ 09:17

Facebook. Davvero un social per il web marketing?…

Sei appena arrivato e trovi questo blog interessante? Iscriviti al Feed RSS per tenerti aggiornato. Grazie per la visita!Premessa: questa volta mi pongo nei confronti di Facebook in maniera meno distruttiva e più esplorativa.
Però desidero farlo insi…

Flyers Basic e Flyers Pro: l’AdWords di Facebook scrive,

ottobre 24, 2007 @ 00:04

[...] Facebook (insieme a MySpace) è fra i social network che mi piace meno, e anche altri hanno espresso forti dubbi su questo servizio. Solo una cosa mi ha positivamente colpito: i Flyers, ovvero gli annunci pubblicitari di Facebook. [...]

buddy scrive,

agosto 29, 2008 @ 19:02

bello il “leif motiv”!

Marco scrive,

agosto 30, 2008 @ 16:00

@ buddy
:P

I post più letti del 2008 scrive,

gennaio 2, 2009 @ 18:00

[...] Facebook: un (grosso) punto interrogativo; [...]

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