Qualche settimana fa si discuteva con Fabio dell’importanza degli outbound link.
Non serve dire che linkare una risorsa ritenuta spammosa può far scattare il filtro del Distrust, però, forse, vale la pena soffermarsi su un modus operandi che, alla lunga, può premiare.
Parto da un presupposto: Google ha fame di contenuti, sono la sua risorsa più ricca e preziosa.
E’ talmente affamato che, a costo di trovare un documento/sito nuovo, è pure disposto a premiarti (magari in termini di Trust).
Posto questo, forse vale la pena concentrare un paio di secondi in più nella composizione di un otubound link o link in uscita.
In merito alla sua composizione circa il codice sorgente, mi sento solo di dire, anche se non ne ho le prove, che completare l’href anche dell’attributo title fa bene, anche in ottica di accessibilità ed usabilità.
Circa invece quale risorsa selezionare per fornire ulteriore documentazione alla propria utenza, mi dico come faccio io:
vado su yahoo o su live (in base all’umore) e digito l’anchor text dell’outbound link come query, quindi scorro i primi dieci risultati e estraggo quello più a tema col mio post.
E’ chiaro che, fatto così, manca un pezzo, però la strada penso sia quella corretta.
Il pezzo mancante è, chiaramente, verificare che la risorsa individuata non sia già presente nell’indice di Google (posto il fatto che il geotarget sia l’Italia dove Google domina spassosamente).
Insomma, la cosa da fare è quella di indicare a Google delle risorse/documenti che lui non conosce, che non ha ancora indicizzato, perchè, molto probabilmente, apprezzerà il fatto che gli avete fatto risparmiare un po’ di lavoro, permettendosi di lasciare, per qualche millesimo di secondo, i suoi spider ai box.
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