[Questo post è stato scritto da Alessandro Casagrande]
E’ finita.
Proprio pochi momenti fa ho chiuso il portone di Moca Interactive.
Eh già, è finita.
Come se fosse una gara, o meglio, una regata, come quelle di Anonimo Q8 che tanto mi han dato da lavorare in Moca. Lascio Marco Z. (Z di ziero e no di zorro), indaffarato a post-datare i suoi post nel suo blog, Manuel (l’artista SEO) ai suoi quadri e alle ferie, Nadia ormai sulla spiaggia di Jesolo, Debora che fra pochissimo andrà in vacanza con moroso e cane (secondo me è più contenta che venga il fido che il moroso. Dai che scherzo!), Marco B. ormai a Vieste con la futura consorte e dulcis in fundo…lascio il mitico Lorenzo, con le sue infradito e le infinite magliette metà camicia e metà polo. Anche lui prossimo al grande passo.
Chiudo la porta e corro per le scale perchè l’autobus non aspetta.
In un batti baleno sono sul treno, mangio un panino veloce e cambio treno a Conegliano.
Adesso ho tutta un’ora, tutta per me, per pensare a questi mesi.
Ogni giorno, da Maggio, mi sono alzato alle 6, ho preso un treno per un’ora e mezza, poi un autobus e andata e ritorno, tutta così per tre mesi.
A pranzo chili di insalata di riso (Manuel ha vinto la gara e io e Marco gli dobbiamo la pizza) e sbobba riscaldata al microonde. Ma chi te lo ha fatto fare Ale?
Ho scelto questa azienda quasi per caso.
Diciamo che ho messo delle parole in Google e ho cliccato sulla prima impresa che è saltata a video.
Curriculum inviato e dopo pochi gioni, assunto come stegista.
Col tempo ho imparato che quelle parole che inserivo in internet si chiamano keywords ed erano le stesse che avrebbero impegnato parte delle mie giornate.
L’attività in Moca è iniziata fin da subito.
C’è da dire che il primo giorno mi sono presentato nella sede vecchia di Moca, da poca trasferitasi ma tralasciamo questo particolare che è all’ordine del giorno nella mia persona un po’ sulle nuvole.
Mi hanno messo subito a contatto con i due SEO.
Ma cos’è un SEO?
C’ho messo un pò per capire cosa volesse dire essere un SEO.
Dopo tre mesi mi sono fatto un’idea più precisa.
SEO = Search Engine Optimization, quindi la persona che si occupa di far indicizzare un sito sui maggiori motori di ricerca ad un buon ranking.
In più c’è tutta la parte di web marketing.
Parlando con amici che si definiscono esperti di costruzione di siti, ho capito che sanno poco e niente di questa materia. Favolosi siti ma sconosciuti alla rete. Nel momento in cui posso dire la mia in materia (seppur conoscendo solo alcuni aspetti dell’attività SEO), da buoni ingegneri con la mente con pochissimi gradi di libertà, cambiano discorso.
Non vogliono ammettere che c’è ancora molto da fare sul loro sito.
Non parliamo poi della classe imprenditrice veneta (delle mie zone) che terzista e non, sono del tutto indifferenti e scettici a queste materie.
Questo è uno dei tanti problemi della vecchia guardia, quando la managerializzazione porta a poco. Sento che il cambiamento dovrà avvenire, chi prima e chi dopo. Sempre con i rischi di chi arriva dopo.
Il SEO ti regala la visibilità in rete. E’ una tematica estrememente importante soprattutto oggi che bombardati dalle pubblicità, il nostro livello di chiusura è elevatissimo. Diventa quindi indispensabile per l’azienda che vuole sopravvivere, l’uso di tutti quelli che sono gli strumenti disponibili e possibili per rendersi visibile ed appetibile ad i “potenziali clienti”.
Circa la chiusura del “potenziale cliente”, c’è uno studio interessante dell’autore Simmel con la sua teoria della “Esperienza Metropolitana“. Prova per l’appunto che l’uomo, in eccesso di stimoli ha quello che si definisce un comportamento “blasè” ossia disincantato o meglio annoiato. L’uomo sottomesso ad un eccesso di stimoli, si difende con un’ atteggiamento quasi annoiato per il fatto che l’individuo non può rispondere a tutti gli stimoli che gli sono dati.
Classico esempio è l’abitante di una metropoli, nei suoi comportamenti.
Quello che voglio dire è che le aziende continuano a stimolare l’utente con pubblicità ovunque, prove, contatti, etc (vedi tutti gli strumenti del marketing mix e comunication mix) e l’utente come risposta dà la sua fuga a meno che non sia veramente interessato.
Ecco perchè è indispensabile attrarre l’attenzione dell’individuo in pochissimo tempo.
Ciò vale sia nel mercato tradizionale che in internet.
La concezione di internet che ho ora è parificata al concetto, classico, di mercato.
Luogo dove domanda e offerta si combinano assieme per dare vita ad una transazione quindi ad uno scambio di beni. Anche in internet dobbiamo aver a che fare con i competitors sempre più numerosi e orientati al “best way”.
Il marketing, in quello che all’Università viene posto sotto la voce “Orientamenti futuri del Marketing”, ci da il SEM ossia Search Engine Marketing ossia come il marketing può sfruttare per le sue leve, i motori di ricerca.
Ecco che entra la figura del SEO.
In campo informatico, costruisce il sito, lo ottimizza opportunamente in modo che possa essere indicizzato dallo “spider” del motore di ricerca e poi svolge su questo tutta un’attività di promozione.
In circa tre mesi il risultato è quello di portare in prima posizione nella serp il sito almeno su Google.
Keywords, description, title sono solo alcune delle cose su cui ho messo mano in questi mesi.
Sono stati sviluppati dei testi ad “hoc” con inserite le parole chiave in grassetto, in più un po’ di link popularity e una campagna PPC hanno aiutato.
Verifica data della copia cache attraverso opportuni programmi dedicati che denotavano il posizionamento delle parole chiave.
Gestione di blog, attività di seeder, ricerche di mercato e tanto altro hanno occupato le mie giornate.
Tre mesi sintetizzati in un post, è veramente difficile.
Quello che posso dire è: “Veramente interessante al punto che anche io ho voluto cimentarmi, nel mio piccolissimo, nel mettere in pratica quello che ho imparato”.
Nasce così il mio blog, sotto le dritte che sono riuscito ad apprendere da Marco e Manuel.
Il lavoro è appena agli inizi ma con il loro aiuto posso imparare ancora molto.
C’è un progetto con Marco a riguardo ma…vi faremo sapere.
Grazie a tutta la squadra e alle risate fatte assieme.
Grazie a tutte le domande a cui avete risposto (e risponderete:)).
Se fossi una donna vi chiederei di uscire ma, visto che non lo sono, vi stringo la mano e vi saluto con un arrivederci!!
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