Devo iniziare con due premesse.
1. Quando è tornata fuori la notizia di questo “nuovo” attributo da inserire al tag <a>, parlo del rel=”me”, io e Francesco ci siamo messi a discutere via chat su possibili risvolti/utilizzi dal suo inserimento. Il confronto era mosso anche dal fatto che la news specificava che era stato proprio Google ad ufficializzarne la valorizzazione, a confermare che avrebbe iniziato a tenerne conto.
La discussione è proseguita anche quando Francesco stesso, con l’occasione di un suo post, aveva concretizzato quella che poteva essere una strategia legata all’utilizzo del rel=”me”, in particolare in occasioni di attività volte alla Brand Reputation.
Per farla breve: se si considerano query che contengono il brand e se si concretizzasse una realtà in cui un’azienda/struttura ha i propri account sparsi in giro per la rete, aggiungendo questo attributo ai link che portano ai diversi profili, aiuteremmo Google a comprendere che tutti questi spazi sono sempre risorse ufficiali, cioè, “sono sempre io, ma anzichè essere il mio sito ufficiale, è semplicemente il mio profilo su Linkedin oppure il mio canale video su YouTube”; se tutto dovesse muoversi in questa direzione, potremmo occupare controllare gestire più di uno snippet nella “nostra” SERP.
Da buoni SEO ci siamo messi a testare. ![]()
(Se scrolli fino al termine di questa pagina, vedrai che nel footer ci sono i collegamenti ai miei vari profili online; bene, lì ho aggiunto questo rel=”me”. Ma questo lo vediamo dopo).
2. Stefano è uno dei miei più grandi amici; quando posso dargli una mano ne sono sempre ben felice. Ultimamente Stefano è occupato con una questione difficile ed irritante. Su Ciao.it, in corrispondenza della pagina che parla dell’azienda per la quale lavora (TreGima, Vicenza; vendono mobili), sono comparsi commenti negativi. Data “l’identità” degli autori delle opinioni e la tempistica con la quale questi commenti sono “venuti fuori”, Stefano ha pensato che si trattasse di concorrenti che, anzichè migliorare le loro aziende, perdono tempo a danneggiare chi il proprio lavoro lo sa fare. Il vero problema è il seguente: per ricerche “secche” che contengono il brand (questa e questa), dopo il sito ufficiale compare la pagina di Ciao.it che pubblica i commenti negativi; non è una questione d’immagine, quel posizionamento inizia a provocare qualche danno. Per andare in aiuto a Stefano, me ne sono venuto fuori con questi due suggerimenti:
- visto che la clientela è molto affezionata, si può provare ad indagare se c’è la possibilità di far creare loro delle recensioni (non su Ciao.it) che parlano dell’azienda e della loro esperienza con la medesima; il massimo sarebbe che questi clienti disponessero di un proprio spazio online dove pubblicare le recensioni. Qualora si dovesse presentare la concreta possibilità di procedere in questo senso, ho suggerito a Stefano di preoccuparsi che le recensioni portassero nel titolo il brand e che poi lui linkasse dal sito istituzionale le stesse, magari sotto la dicitura “Parlano di noi”, “I nostri clienti”;
- il secondo suggerimento si lega alla prima premessa: ho consigliato a Stefano di aprire dei profili su alcuni noti Social Network e di linkarli dalla homepage del sito istituzionale, aggiungendo l’attributo rel=”me” al tag <a>.
L’obiettivo di entrambi i suggerimenti (il primo lo taggherei come “UGC“, mentre il secondo come “2.0“), in sostanza, è creare una buona mole di contenuti da linkare dalla homepage del sito istituzionale, affinchè salgano sulle SERP “oscurando” la visibilità acquisita da Ciao.it; naturalmente la questione non è semplice, anche solo per l’autorevolezza della quale gode Ciao.it.
Ecco. Finite le premesse.
Non è passato molto tempo da quando Stefano ha realizzato gli account sui vari Social Network, però ci teniamo a condividere i primi risultati.
Stefano ha realizzato degli account sui seguenti Social Network:
- MyBlogLog;
- Naymz;
- Codiceinternet;
- Diggita;
- Slideshare;
- Segnalo;
- Linkedin;
- Tuttoblog;
- Flickr;
- OkNotizie;
- Technorati;
- Facebook;
- Knol;
- Delicious;
- Youtube;
- Blogcatalog.
Il giorno 31 Luglio 2008, ha preparato un box nella homepage di Tregima.it inserendo le icone dei vari Social Network con i link agli specifici profili, provvisti tutti di attributo rel=”me”.
In qualche ora, naturalmente, i profili sono indicizzati ed il giorno dopo Stefano afferma di ritrovarli tutti tra la prima e la seconda pagina per le ricerche “secche” di cui sopra.
Preso dall’euforia realizza un altro box nel quale inserisce link alle risorse che, in giro per la rete, parlano di Tregima; inoltre inizia a popolare di contenuti i profili da poco realizzati (video su YouTube, presentazioni su SlideShare, foto su Flickr).
Stefano interrompe le attività e lascia a Google il tempo necessario per “digerire” il tutto.
Effettuando un controllo in data 27 Agosto 2008, però, la situazione è la seguente:
- Blogcatalog, 1^ pagina;
- Technorati, Naymz, Diggita, Segnalo, Tuttoblog, 2^ pagina;
- OkNotizie, Linkedin, 5^ pagina;
- Slideshare, 6^ pagina;
- Youtube, 7^ pagina;
- gli altri, non pervenuti.
Non desidero porre l’attenzione sulle oscillazioni dei singoli profili; essi sono stati creati praticamente tutti lo stesso giorno e sono stati inseriti tutti quanti nella homepage di Tregima.it con un link dalle stesse caratteristiche.
Domande che mi e vi faccio:
- forse era meglio realizzare un po’ alla volta i vari profili senza pubblicare tutto “in un botto”? Un po’ alla stregua dei link in entrata che se sono continui nel tempo ed aumentano di intensità sono visti di buon occhio da Google, piuttosto che 300 link con ancore uguali saltate fuori tutte lo stesso giorno? (directory?!?
) - forse è necessario, dove possibile, inserire anche nei vari profili i link agli altri Social Network aggiungendo l’attributo rel=”me”, così da aumentare le informazioni che compongono il network? Insomma, il rel=”me” in entrambi i sensi?
- forse è bene realizzare una matrice dove “tutti linkano tutti” per rafforzare il “network personale” di Tregima?
- forse ci sono troppi link in uscita dalla homepage di Tregima.it, per tanto ogni singolo link riceve “spinte” di minore intensità?
- forse si potrebbe sfruttare Google Profiles partendo dal proprio account Google? Questa features scandaglia in autonomia il web e raccoglie informazioni per attribuire al vostro profilo gli altri account sparsi per la rete; naturalmente, in maniera manuale, si possono indicare al motorone quelli non identificati in autonomia.
Infine, tornando all’oggetto principale del post, possiamo dire che il rel=”me”, non funziona? Non ha effetti nella direzione che abbiamo intrapreso?
Per quello che concerne questo blog, effettuando questa e quest’altra ricerca, nelle prime due pagine ritroviamo, solamente, Flickr, tra i Social Network provvisti di rel=”me”.
Mentre individuo altri profili a me associati che non ho linkato direttamente dal footer ne, tanto meno, provvisto di rel=”me”: Codiceinternet, Technorati, MyBlogLog, Vinix, Link2me assieme ad altre directory, forum e blog.
Vorrei conoscere la vostra opinione in merito.
Ah, per quanto concerne il problema originale di Stefano, se qualcuno ha altri suggerimenti, sono naturalmente bene accetti.
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