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ago/07

Frequenza di posting costante. Siamo sicuri?

Francesco de Francesco, commentando questo mio precedente post, mi ha messo una bella pulce nell’orecchio e vorrei che ne nascesse una bella discussione, con un suo spazio dedicato, per questo motivo scrivo questo post.

In sostanza, fradefra, mi interrogava ponendomi questa domanda: ma sei sicuro che Google non possa trovare addirittura strano che un sito mantenga una frequenza di posting costante anche in particolari periodi dell’anno?

Credo si riferisca al fatto che una frequenza sempre costante possa portare Google a pensare che i contenuti che gli diamo in pasto ogni giorno potrebbero avere anche una natura automatica, ovvero che abbiamo creato un bello scriptino che generi contenuti, magari pescati da altri siti, e che li ripubblichi proprio in quei giorni durante i quali non siamo davanti al Mac (!).

Poi, nel commento, suggeriva, nel caso di post schedulati, di non impostare sempre la medesima ora, e penso che questo sia assodato.
Ma tornando alla frequenza di posting giornaliera, che ne pensate?
Google potrebbe essere così attento?
Immagino debba capire anche che lavoro faccio, perchè, per assurdo, se sono un bagnino od un animatore di villaggio d’estate mi trovo in difficoltà a scrivere, ma se sono un maestro di sci ho molto più tempo a disposizione, quando, che io sia bagnino o maestro di sci, la mia passione per i motori di ricerca non cambia.
Google avrebbe dovuto individuare particolari periodi dell’anno, chiaramente divisi per macro aree (per esempio climatiche), dove aspettarsi una frequenza di posting diversa analizzando con occhio clinico, invece, una frequenza costante.
Però, è anche vero che, indipendentemente da dove mi trovo o da che lavoro faccio, per tornare negli esempi, quello che gli puzza è che in 365 giorni io abbia pubblicato 365 post.
“Sto blogger non va mai in ferie?”
Ma quando mi comprerò l’iPhone e sarò in grado di pubblicare da qualsiasi posto dove io mi trovi?
Mi sono spinto troppo in là?

Voi che dite?

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Commenti

Multimedia Player scrive,

agosto 21, 2007 @ 08:21

Secondo il mio parere, è un parametro che NON conta, se i contenuti non sono duplicati ma originali, non vedo il problema…

fran scrive,

agosto 21, 2007 @ 09:35

Mi associo a chi mi ha preceduto, l’osservazione è intrigante, ma l’onnipotenza di Google è tanto affascinante quanto difficile da sostenere. Anche i loro db hanno un’inizio e una fine.

Penso che tra le tante cose che google si tiene a mente questa sia decurtabile.

Mai banali le osservazioni di Fra de Fra, proprio per questo a giorni (assolutamente prima del 31 Agosto) m’iscriverò al suo corso di Analytics.

fradefra scrive,

agosto 21, 2007 @ 09:40

Premesso che ritengo difficile fare prove su questo genere di cose, applicherei il principio della naturalità.

Google non ha solo l’obiettivo di trovare contenuti, ma anche quello di assodare cosa è naturale e cosa non lo è. Non perché i contenuti e le azioni innaturali gli diano fastidio, ma perché statisticamente sono quelle che più spesso sono spam o nei suoi confronti (posizionamento) o nei confronti degli utenti (pubblicità, ecc. ecc.)

La schedulazione in sé non è ovviamente negativa, ma se tutto il mondo inizia a schedulare, allora lo diventa. Io stesso ho sentito spesso gente dire “non mettere due post oggi, mettine uno oggi ed uno domani”. Ovviamente questa cosa ha un senso, ma se fatta solo per il posizionamento, ecco che diventa innaturale.

Dopo un anno di osservazione di un sito (e Google osserva molto, molto, molto), Google scopre la sua tecnica di schedulazione degli aggiornamenti e la distanza da un asse temporale medio. Se non vi sono picchi, facilmente può pensare ad uno scheduling automatico (ripeto, di per sé non negativo, ma nella ressa degli spammatori sì).

Un sito che non va mai in ferie è assolutamente bello e buono e giusto. Però poi deve avere altre caratteristiche che se invece mancano, lo fa diventare sospetto.

Algoritmi di questo tipo sono semplici da implementare e anche se non danno la garanzia, sicuramente danno indizi.

In sostanza, io non dico che è negativo continuare in estate a postare come in inverno. Dico che se è fatto con lo scheduling è innaturale. Dato che io combatto l’innaturalità perché so per certo (di questo ho prove) che questa è uno dei nemici dei motori, consiglio sempre a tutti di fare ciò che si vuole, ma di non farlo quando lo si fa innaturalmente solo e soltanto per il posizionamento.

Qualcuno un paio di settimane fa mi ha chiesto: “Frà, perché aumento i link in-bound e il sito scende? Ne sono sicuro…” – Sono andato a vedere quei link e contenevano tutti una chiave importantissima, che non poteva essere in alcun modo collegata ad un brand, ad un titolo di articolo, ad una frase di senso compiuto. Il mio amico viene punito proprio per l’innaturalità della cosa, anche se i link erano perfetti, ben contestualizzati, senza numeri di crescita alti, ecc. ecc.

Gijno scrive,

agosto 21, 2007 @ 09:55

Secondo me la ricetta è una sola… naturalezza e spontaneità. ;)

Frequenza di posting scrive,

agosto 21, 2007 @ 10:01

[...] Riprendo questo post di Marco e quest'altro (sempre di Marco) per dire la mia sulla frequenza di posting costante. [...]

marco scrive,

agosto 21, 2007 @ 10:11

[quote]Dopo un anno di osservazione di un sito (e Google osserva molto, molto, molto), Google scopre la sua tecnica di schedulazione degli aggiornamenti e la distanza da un asse temporale medio. Se non vi sono picchi, facilmente può pensare ad uno scheduling automatico (ripeto, di per sé non negativo, ma nella ressa degli spammatori sì).[/quote]

ecco!
penso sia questo il punto chiave.
google, col passare del tempo, disegna un tuo “profilo comportamentale” che per logica, deve comportarsi in maniera naturale, ovvero con picchi di produttività e “pause di riflessione”.
questo comportamento si può alterare con una schedulazione dei post, ma attenzione a non alterarlo in maniera tale da farlo poter intendere come sospetto.
:-)

Mattia Soragni scrive,

agosto 21, 2007 @ 14:59

Ciao a tutti!
sono d’accordo con voi… google può capire tante cose ma non ne può avere mai la certezza, in quanto un codice non ha la capacità di gestire cose più umane, per quanto complesso e ben fatto esso sia…

tuttavia, ci sono molte cose che sono comprensibili anche senza “avere un cuore”…
ad esempio, il mio blog non ha ancora la fortuna di essere analizzato tutti i giorni, ma è anche vero che non posto tutti i giorni… google passa una volta alla settimana, quindi molto poco rispetto a tanti altri blog più famosi, ma ho la fortuna che per molte cose che scrivo sono subito in prima pagina…. ok, sono key che non hanno moltissima concorrenza, ma credo sia comunque un segno di stima da parte di google… capisce che non posso postare sempre, ma apprezza il fatto che non copio idee degli altri, come ad esempio non posto le solite statistiche sul web, le solite news su quel che accade in internet, ma cerco di ideare in quel che vedo e provo nella vita reale trasformando il tutto in un modo di crescita e momento di consultazione tra me e me…

almeno credo (o spero) sia così… :-)

marco scrive,

agosto 21, 2007 @ 15:10

Mattia,
indipendetemente dai tuoi contenuti, che io apprezzo, ti invito a compiere un’analisi/osservazione interessante:
individua un tuo post che si posiziona bene e segui l’andamento del suo ranking nel tempo.
Il blog è una struttura davvero potente, anche a discapito delle cose che ci stanno scritte dentro, e spesso, nei primi periodi, i post singoli si posizionano bene.
Poi però, questi tendono sempre a scendere, è un fenomeno quasi naturale di questa piattaforma web e di come essa si riflette sulle SERP.
Prova a osservare questo fenomeno.
E poi prova anche a recuperare le posizioni inevitabilmente perse.
Poi raccontaci.
Qualcuna la chiama “deindicizzazione” ;-)

Petro scrive,

agosto 21, 2007 @ 20:11

Marco,
spero mi perdonerai se riporto qui il mio commento dopo averlo postato a seguito della segnalazione apparsa su Seotribu: penso che possa essere utile anche a te averlo qui.

Ecco cosa ho scritto:

Interessante punto di vista, e sicuramente è corretto quanto afferma fradefra in merito alla naturalezza.

Ma stiamo attenti anche all’”effetto sorpresa”: mettiamo che ho un blog sui viaggi (no, non ce l’ho davvero). Mettiamo che ho preparato un tot di post su varie località, diciamo dei Caraibi, schedulati in modo naturale come ad esempio se stessi facendo il resoconto di un periodo di soggiorno trascorso in ciascuno di questi posti. Per ogni tappa descrivo quanto è bello il posto, quali sono i ristoranti e le spiagge migliori, e via dicendo. Un classico diario-vacanza.

Poniamo poi ad esempio che abbia deciso di impostare come intervallo tra un post ed il successivo il tempo che ragionevolmente ci vuole per spostarsi fisicamente da un luogo all’altro, più 5 giorni di villeggiatura. E’ naturale, no?

Benissimo.

Adesso, prendiamo uno degli ultimi avvenimento di cronaca: l’uragano Dean che ha spazzato i Caraibi. Non sarebbe quantomeno strano se non ne parlassi?

Nel momento in cui molte fonti cominciano contemporaneamente a spostare l’attenzione su un fenomeno-topic, anzi: prima ancora, quando gli utenti cominciano a cercare informazioni su quell’argomento (e succede prima che venga pubblicato qualcosa da qualche parte, in questi casi), ecco che Google s’aspetta che parecchie delle risorse a tema ne parlino anch’esse. E che soprattutto, se ne parlano, lo facciano avvicinandosi molto al topic che in quel momento è “trend”.

Questo è l’effetto sorpresa, ragazzi, e non ci sono schedulazioni che tengano.

YouON scrive,

agosto 21, 2007 @ 21:00

cia a tutti,

non penso possa essere un problema la perfezione del giorno e dell’ora. Andrebbe a discapito di realtà organizzate, come una rivista digitale, che via software pubblica i contenuti dei suoi giornalisti alle 00.00 di ogni giorno … non mi sembra male. Certo la perfezione all’interno del blog pare strana, però che male fa? Al massimo potrebbe, come giustamente anticipato, insospettire Google che andrà a fare una verifica sulla duplicazione di contenuti.

Uè io sono nuovo, ma speriamo di non dover programmare le vacanze in base agli algoritmi :)

grazie e ciao, Alessio

Johnnie Maneiro scrive,

agosto 21, 2007 @ 21:45

Ciao Marco, Tecnicamente non è corretto ti dico perché

1.- Google non è in grado di “pensare”, umanizzare Google è un grande errore che commettono tanti operatori del settore.

2.- I giornali ad esempio devono per forza schedulare la pubblicazione altrimenti sarebbe un vero problema gestire il flusso d’informazione. Penso che i giornali siano ben visti da Google.

3.- Quelli che creano “scriptini” per generare contenuti non vengono riconosciuti per la frequenza bensì per altri parametri dove la qualità è un fattore determinante.

4.- Google non va mai in vacanza, le tue vacanze sono diverse da quelle del Presidente o quelle del Papa, le vacanze italiane sono diverse da quelle in Argentina, etc. Internet non va mai in vacanza. Molta gente non è andata in vacanza ed è rimasta a casa navigando su Internet.

Secondo te quindi il maestro di sci non può bloggare in inverno perché Google capisce che è al lavoro mentre in estate non avendo nulla da fare può bloggare? ma ti rendi conto di quanto sia priva di senso questa cosa?

Sai quanto ti stimi! Ti invito a non umanizzare Google, questo ti fa “pensare” in modo sbagliato. Google è una macchina, fatta bene, ma pur sempre una macchina!

Ciao caro :)

Mattia Soragni scrive,

agosto 22, 2007 @ 00:42

in riferimento alla tua risposta, purtroppo non posso ancora dare risultati in quanto non ho ancora tantissimi contenuti e come dicevo, non ho una frequanza di post elevata come la tua, ad esempio, o di altri tanti altri blog. questo può comunque essere un altro fattore che determina un certo punteggio nell’indicizzazione… un post al giorno, potrebbe significare diminuire di importanza ed attualità quello precedente… bisognerebbe fare dei test anche sull’importanza della frequenza di aggiornamento di pagine web “normali” o blog

quello a cui mi riferivo citando il mio blog era quello di cercare di individuare argomenti e contenuti del tutto originali e postati da un umano e non da un scheduling automatico.

farò sapere comunque eventuali cambiamenti nel tempo… li tengo costantemente sotto occhio ed ogni parola chiave con cui vengo trovato, viene messa in automatico nell’elenco controllo risultati periodico che faccio…
attualmente, quello che posso vedere, è comunque un certo grado di soddisfazione mia nel posizionamento, forse perchè google è “soddisfatto” di me…

concordo quindi con Johnnie… a volte (e spesso a causa dei media, ma anche degli operatori) si fa coincidere google con un “dio” venuto a mettere ordine nel web…. questo non è assolutamente vero, in quanto gli algoritmi di google sono di una società che deve rendere conto a fine mese ai dirigenti e finanziatori/azionisti…

marco scrive,

agosto 22, 2007 @ 09:24

@ Petro
Scherzi? Anzi, mi fa davvero piacere vedere un tuo commento qui.
Questo “effetto sorpresa” è un fattore che non avevo preso in considerazione e che trovo davvero interessante. Sarà sicuramente motivo di qualche riflessione!
Grazie per il tuo prezioso contributo, Maurizio. ;-)

@ Johnnie
Infatti!
Cioè, pure io ero scettico relativamente al fatto di quanto Google potesse essere veramente in grado di percepire certe cose.
Non penso possa scendere fino ai livelli dove ci siamo spinti noi: professioni, appartenenze geografiche…anche se sono convinto che questi dati sia in grado di ricavarli, anche se (scusate la ripetizione) sono altrettanto convinto, concordando con voi, che poi non li utilizzi nel tema specifico che stiamo discutendo qui.
Quoto in toto il fatto di NON umanizzare Google, ma forse, proprio perchè non è umano, il modus operandi migliore è quello di non permettere nemmeno a quello “scemo” dell’algoritmo di poter, anche per un secondo, sospettare che i contenuti generati nei blog siano opera di scriptini vari, anche se ti quoto nuovamente Johnnie, perchè, da non tecnico, penso comunque che siano ben altri i parametri per identificare contenuti generati da script.

Grazie per la stima, Johnnie, mi inorgoglisce davvero!
E chiaramente, anche se penso non serva dirlo, tu hai tutta la mia! ;-)

@ Mattia
Sì, sono d’accordo con te, a parte che per un’affermazione:

un post al giorno, potrebbe significare diminuire di importanza ed attualità quello precedente

- circa l’attualità direi di no, la data di pubblicazione c’è, la copia cache pure, un post in cima alla index non “rimane giovane per sempre”;
- circa l’”importanza” nemmeno, anche perchè mi faccio una seconda domanda: importanza per Google o importanza per l’utente? Considerando che, in un futuro non troppo prossimo, le due cose potrebbero essere vicine al coincidere? Cioè, questo post è uno dei più commentati, quindi è importante lato utente, ma magari, in termini di posizionamento, Google non se lo fila, quindi che faccio? E se decidessi che è importante come mi dovrei comportare? Lo lascio lì, in cima alla index, finchè nessuno commenta più?
Che dici? ;-)

fran scrive,

agosto 22, 2007 @ 09:28

Sono daccordo con Johnnie, senza ripetere il concetto già ben esposto dallo stesso, io penso che un limite di Google sia anche prettamente materiale. Ad un certo punto quella macchina (o chi per lui) deve scegliere cosa immagazzinare nel db e cosa no, cosa processare e cosa assimilare come un dato di fatto.

Se ci mettiamo dentro tutti i parametri che abbiamo ipotizzato per lui essere importanti, negli ultimi anni, la cosa diventa ingestibile.
Penso che taluni parametri siano ancora trattati “meccanicamente”, senza una processazione logica.

Però qui siamo nel campo della dialettica, non ho fatto esperimenti e quindi il mio commento, come pura considerazione personale, ha un valore pari a zero.

Il seo è un tecnico, non si tratta certo di tenere comizi nel giardino del Getsemani. Perciò detta la mia, tengo in gran considerazione il parere di chi mi ha preceduto, sicuramente più esperto.

marco scrive,

agosto 22, 2007 @ 09:33

@ Fran
Quoto.
Utilizzo e, a questo punto, dispendio di energie e risorse sono una componente che inizia ad avere un peso anche per il nostro caro motorone!

fradefra scrive,

agosto 22, 2007 @ 10:23

Ragazzi non si tratta di umanizzare Google. Tutti quelli che mi conoscono sanno che dico continuamente che Google è una società, con amministratore delegato, uomo che lava le scale e commerciali/tecnici/amministrativi.

Il punto è un altro. Google combatte ciò che non è naturale. Tutto qui. Se una cosa non è naturale, presto o tardi finisce male.

Come ho detto, la schedulazione dei post non è innaturale. Lo è quando non è seguita da altri parametri. Un giornale è un giornale, il blog mio non è un giornale.

Non serve essere umani per capire che certi post sono schedulati, anche solo leggendoli e senza capacità divinatorie! Solo chi non legge o legge superficialmente non si accorge di questa cosa.

Poi, ovviamente, non si tratta di stabilire se la schedulazione in sé è negativa, ma di decidere se il principio della naturalezza è corretto (come quello della sorpresa, altrettanto importante ed utile).

Se uno asseconda questo principio, poi non sta a chiedersi azione per azione è giusta o sbagliata, ma semplicemente fa riferimento alla naturalezza. Ciò che lo è, naturale, non dovrebbe creare prblemi, ciò che non lo è, naturale, prima o poi ne darà, se oggi no.

In fondo, a noi che costa essere naturali?

marco scrive,

agosto 22, 2007 @ 10:28

Giusto!
Naturalezza e meno “pare” (altri le chiamano seghe mentali :-D ) su ogni singolo azione.
Cmq mi pare di capire che siamo tutti in linea, no?
:-)

Mattia Soragni scrive,

agosto 22, 2007 @ 13:15

per quanto mi riguarda sono d’accordo ed ho sempre puntato sulla naturalezza di tutto quello che faccio e cerco sempre di indirizzare tutti quelli che mi chiedono un consiglio in questo ambito…

@marco: forse mi sono spiegato male: quello che intendevo dire con diminuzione di importanza,è che se abbiamo due notizie che parlando della stessa cosa, molto probabilmente (ed è umano pensarlo) che la seconda tenda ad essere più “importante” della prima in quanto dovrebbe essere storicamente più aggiornato nella descrizione dei contenuti e con maggiori dettagli in merito.

spero di essermi spiegato :-)

marco scrive,

agosto 22, 2007 @ 13:22

@Mattia
Capisco, non credo sia comunque una conseguenza diretta. E’ chiaro che si sta filosofeggiando, però oltre alla freschezza dei contenuti, bisognerebbe considerare anche il fattore età: una cosa più vecchia non necessariamente è vista meno bene di una più nuova. Poi è chiaro che se si parla di news, probabilmente il fattore età viene proprio a mancare.
:-)

Matteo scrive,

agosto 22, 2007 @ 14:16

Io ho una mia vaga teoria in proposito ma devo ragionarci sopra un po’… ;-)
p.s.: Ben rientrato!

marco scrive,

agosto 22, 2007 @ 14:40

Beh, spero ce la farai leggere! ;-)
P.s. grazie! :-)

diggita.it scrive,

agosto 23, 2007 @ 15:21

Frequenza di posting costante. Siamo sicuri?…

Siamo sicuri di come postare nei nostri blog?
Qui i pareri di alcuni dei più autorevoli SEO italiani….

marco ziero e il blog del figlio del presidente scrive,

agosto 24, 2007 @ 09:27

Frequenza di posting ottimale…

E’ appurato che la frequenza di posting è un aspetto fondamentale per un sito se si ha un occhio di riguardo ai motori di ricerca e al posizionamento del sito su di essi.
I motori di ricerca apprezzano i siti aggiornati frequentemente, che, ad o…

Blogger: attento a non bloggare! scrive,

dicembre 6, 2007 @ 10:04

[...] Sei appena arrivato e trovi questo blog interessante? Iscriviti al Feed RSS per tenerti aggiornato. Grazie per la visita! Mi auguro di no, ma temo che qualcuno si sia reso conto del fatto che la frequenza di pubblicazione dei post su questo blog è diminuita! (comunque è facile, basta guardare la data di pubblicazione del post qua sotto ) [...]

marco ziero e il blog del figlio del presidente scrive,

dicembre 20, 2007 @ 13:40

Come gestite l’aggregatore?…

Sei appena arrivato e trovi questo blog interessante? Iscriviti al Feed RSS per tenerti aggiornato. Grazie per la visita!Qualche post fa esprimevo le mie impressioni relativamente al fatto di non aggiornare il blog per un certo periodo di tempo.
La dur…

Ogni Quanto Scrivere Nel Blog? | Marketips.net scrive,

maggio 2, 2008 @ 08:11

[...] Ti consiglio di leggere anche questo post nel blog di Marco, contiene diversi commenti [...]

Ogni Quanto Scrivere Nel Blog? | Emanuele Bolondi scrive,

luglio 6, 2010 @ 12:32

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