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set/06

Vuoi diventare SEO?…leggi

Non poco tempo fa mi sono riletto un post di Fradefra sul blog di html.it, e mi sono soffermato sulla domanda posta da un utente: “quale percorso di formazione è meglio seguire per diventare un SEO?�?. Questa cosa mi ha fatto riflettere, anche perché faccio parte di coloro che hanno acquisito una formazione scientifica, e quindi non idonea al lavoro di SEO (ovviamente stando alla risposta di Fradefra, sulla quale non voglio certo fare polemica).
Sostanzialmente sono d’accordo sul fatto che è meglio acquisire una formazione umanistica, in quanto prepara la mente alla discussione, all’argomentazione, allo scrivere (e non solo, ovviamente) e non alla programmazione, ma poi, alla fine, imparare qualche concetto di html e php (o asp) non è certo un’impresa titanica; al contrario, chi ha seguito un percorso di formazione scientifica, si trova svantaggiato quando si tratta di scrivere recensioni o di fare dell’article marketing, ma conosce a menadito tutti i segreti della programmazione.
Ovviamente ogni individuo crea un caso a sé, ma il linea teorica e generale e sulla base degli argomenti di studio trattati nei corsi di formazione, credo che questa sia un’affermazione corretta, o perlomeno, trova riscontro nel mio parere personale.
Anche il mio titolare si è recentemente reso conto del perché tanti SEO importanti, contattati o meno, nel loro curriculum presentavano un corso di formazione più umanistico che scientifico (psicologia, scienze della comunicazione…), cosa che inizialmente lo faceva letteralmente impazzire in quanto considerava fondamentale aver acquisito una formazione scientifica per poter poi riuscire a mettere mani al codice ed ottimizzare il sito.
Ma quindi, perché è diventato più importante saper scrivere piuttosto che essere “maghi�? del codice e della programmazione?
Fondamentalmente perché la figura del SEO si è adattata (o lo deve fare!) alla mutazione avvenuta negli ultimi anni degli algoritmi dei motori di ricerca. Qualche anno fa, quando erano pochi i web master che avevano visto lontano e avevano iniziato ad ottimizzare i meta tag, i motori di ricerca davano importanza ai fattori on-page, ovvero tutti quegli aspetti dell’ottimizzazione del codice della pagina stessa (meta tag, attributo title nel tag href, keyword distribuite in vari posti nel codice, commenti contenenti keyword). Ora invece, dato che i web master avevano iniziato a sfruttare all’eccesso questa cosa, i motori di ricerca danno importanza ad altri fattori, fattori spontanei (reali), e quindi difficili da ottenere: la link popularity e i backlink; i due fattori sono correlati uno con l’altro: maggiore è il numero di backlink di qualità (che rispettano il fattore della tematicizzazione) maggiore sarà la mia link popularity…sostanzialmente devo cercare di creare dei contenuti di qualità, perché tanti siti ne riconoscano il valore, e ne suggeriscano la lettura ai relativi utenti (ovviamente tramite un link) (il link è la merce di scambio più preziosa nel mondo dei motori di ricerca).
Qui nasce l’affermazione “CONTENT IS KING�? che, probabilmente, rappresenta la chiave di volta della mutazione della figura del SEO…da programmatori, dobbiamo diventare scrittori (che sanno anche programmare…ma a livelli discreti), per essere in grado creare contenuti e diffonderli nel web, tramite le più svariate forme di marketing (article marketing, viral marketing, open source marketing…qui la fantasia ha veramente libero spazio!).
Sostanzialmente è mutato anche il percorso di formazione più adatto alla figura del SEO (per tornare al tema principale): un tempo era la cosa migliore uscire come programmatori, oggi si è avvantaggiati se si ha la proprietà della “parola�?…quindi un SEO deve essere anche SEM (Search Engine Marketing).
Ma cosa può fare un SEO (o aspirante tale, come il sottoscritto) che ha seguito un corso di formazione scientifica? Abbandonare tutto ed andare a programmare calcolatrici? Direi proprio di no!
Proprio l’altro giorno cercavo una risposta alla mia domanda e mi è tornata in mente la mia professoressa di Italiano delle superiori. Nei temi di Italiano avevo sempre avuto ottimi voti e la prof sapeva che mi piaceva leggere, ma per un periodo non riuscivo ad andare oltre il 6…dopo qualche settimana l’insegnante mi ha fermato per i corridoi e mi ha chiesto se mi piaceva ancora leggere…scacco matto!!!Era vero, avevo perso interesse per la lettura e la cosa si era riflessa sulla mia scrittura e sui miei temi, in quanto la proprietà lessicale si era ridotta ed erano aumentati gli errori grammaticali.
Da qui il mio consiglio a chi è già SEO, ma sente la necessità di dover diventare anche un SEM (per forza di cose! o per forza dei motori di ricerca!)…leggete! Leggete qualsiasi cosa, bene se sono argomenti che trattano di marketing, così unite l’utile al dilettevole, ma va bene qualsiasi tipo di lettura: blog, quotidiani, riviste, libri, forum…per tenervi aggiornati su diversi temi, per aumentare le vostre proprietà lessicali, per scoprire o carpire nuove tecniche di diffusione nel web…
Quindi, per chiudere questo mio articolo, sperando che possa essere stato utile a qualcuno…vi auguro buona lettura!

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Commenti

Isak scrive,

settembre 18, 2006 @ 22:52

Molto, molto, molto interessante! Bell’articolo che esce dagli schemi comuni ma centra l’obiettivo!

Tarta scrive,

settembre 18, 2006 @ 23:49

OT: ciao, ho scoperto solo stasera che mi hai segnalato per il blog day, grazie :-)
Ripasserò a trovarti, e intanto complimenti per il template, mi piace un sacco!

|► come diventare SEO? - Pagina 2 scrive,

settembre 19, 2006 @ 12:11

[...] cibino ho scritto un articolo sul mio blog dove dò il mio punto di vista sull’evoluzione della figura del SEO…forse può interessare a qualcuno vi posto qui il link http://www.marcoziero.it/seo/diventare-seo-leggi/ Ho letto il tuo articolo, interessante. Guardando su siti e blog che si occupano di SEO/SEM sto notando un riferimento alla componente "umanistica" che c’è (o ci sarebbe) dietro molti SEO più o meno affermati. Questo in un certo senso mi conforta in quanto, anch’io ho una formazione scientifica, ma ho sempre coltivato per mio conto (e per puro piacere) interessi diversi, tra i quali la lettura e la scrittura. Sapere che questo potrebbe tornarmi utile qualora volessi approfondire il discorso SEO, diventa un altro "punto a favore" nella volontà di volerlo fare __________________ "Una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare" [...]

Jerry scrive,

settembre 21, 2006 @ 16:58

Ebbene si… Marco ha sicuramente individuato in pieno la caratteristica fondamentale di un SEO “moderno”. Ora che gli algoritmi sono in grado di rilevare sempre meglio trucchi e strategie di posizionamento, quello che conta veramente è saper creare contenuti testuali sempre migliori, con la duplice funzionalità di dare informazione all’ utenza, e ovviamente di posizionarsi in alto.

Un po’ di statistiche scrive,

luglio 1, 2008 @ 19:37

[...] Vuoi diventare SEO?…leggi [...]

Mariangela scrive,

giugno 30, 2010 @ 16:06

Ciao, ti devo proprio ringraziare!Articolo incoraggiante!Mi occupo di CMS,creazioni siti e template ma sopratutto sono sempre alla ricerca di tecniche di posizionamento perchè buttare un sito in RETE senza calcolarne la sua indicizzazione non servirebbe a nulla:Morale della favola, sono sempre in corsa sulla strada dell’apprendimento Seo e mi è piaciuta tantissimo la tua definizione sul SEM!Volevo, infatti, proprormi presso qualche agenzia web ma ho tentennato in merito alla mia formazione umanistica, vedendola come un limite.Supponevo non lo fosse ma in realtà il concetto SEM, non è ancora radicato presso coloro che si fregiano di professionalità ed invece,SEPELLITI TRA CODICI E SOFTWARE, SONO TANTO DISINFORMATI SULLE NUOVE FRONTIERE DEL NEO WEB!!GRAZIE

Marco scrive,

luglio 2, 2010 @ 11:22

@Mariangela
Proprio perché hai una formazione umanistica non esiterei a propormi ad un’agenzia. ;) Grazie a te per il contributo.

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