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giu/07

Agenzie SEO e user generated content

Una breve domanda/considerazione alla quale, fortunatamente, noi abbiamo trovato risposta.
Dato che questa è l’era degli user generated content (contenuti generati dagli utenti) e visto che l’evoluzione della materia si sta allontanando sempre di più dai fattori interni della pagina web (per i quali, tra l’altro, le linee guida ormai sono ovunque), un’agenzia SEO come si deve porre nei confronti del cliente, magari quando formalizza una proposta?
Deve far pesare ogni singola voce relativa all’ottimizzazione della pagina (come ho visto di recente)?
Deve quantificare abbondantemente il fatto che “tu parli di torni, io di suggerisco cosa potresti aggiungere, ma poi scrivi sempre tu perché io di torni con ne capisco una mazza”?
Oppure dovrebbe capire come meglio veicolare i contenuti dei quali il cliente dispone, riuscendo a trovare una via per farli rendere?
Da qui il mio personalissimo parere: il SEO, e l’agenzia SEO di riflesso, dovrebbe presentarsi sostanzialmente come un estremo conoscitore della rete. In grado di monetizzare una realtà web anche senza andare a ritoccare i meta tag, ripetendo la parola chiave grassettandola pure :-D . Credo che un SEO dovrebbe porsi, ormai, non più come un tecnico che fa le magie oscure, ma piuttosto come un consulente web che conosce ogni angolo remoto della rete e sa benissimo dove far rendere al meglio lo user generated content del caso.

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in Considerazioni, SEO · TrackBack URL

Commenti

sitionweb scrive,

giugno 20, 2007 @ 08:19

Intendi di scrivere di torni anche se non ne capisco nulla?

marco scrive,

giugno 20, 2007 @ 09:07

esatto. proprio così
:-)

sitionweb scrive,

giugno 27, 2007 @ 19:33

Ma in questa maniera come faccio a scrivere contenuti originali ed interessanti, tali da spingere altri utenti a linkarmi?

marco scrive,

giugno 28, 2007 @ 09:14

no no, perdonami gino, non in quel senso, forse non avevo capito la tua domanda. :-)
nel caso dei torni, credo che tu debba riuscire a percepire le potenzialità dell’azienda in essere e della sua struttura/organizzazione, quindi anche capire se e che tipo di capacità redazionale c’è dietro e poi, sulla base delle loro potenzialità (perchè non sei tu che ti sostituisci a loro! l’azienda di torni rimangono sempre loro), veicolare il tutto verso il luogo virtuale che più si addice al loro obiettivo.
un esempio banale: vado da un proprietario di un portale turistico che c’ha pure la passione per le foto ed ha fatto il servizio fotografico a tutti i suoi clienti. percepisco che la capacità produttiva di materiale fotografico è notevole e allora, oltre al SEO, gli propongo anche una serie di siti che possono convergere traffico verso il suo stesso portale (google images e flickr, per esempio).
credo che per fare questo sia necessario conoscere l’esistenza dei flickr e google images del caso e conoscerne pure l’utilizzo per capire quanto riescono ad esprimere (e a ritornare) della capacità produttiva del mio fotografo.

marco scrive,

giugno 28, 2007 @ 09:16

per riallacciarmi, nel caso del fotografo, si tratta di utilizzare e veicolare i contenuti da lui generati, lui che non è altro che un utente (user generated content).

Jonathan scrive,

dicembre 5, 2007 @ 18:25

Mi inserisco con un discreto ritardo in questa discussione… :)

C’era un mio prof che per descrivere il mestiere del comunicatore faceva riferimento a Socrate e alla sua Ermeneutica. Mi spiego: il committente è l’esperto dei contenuti, il comunicatore è il comunicatore (il SEO è il SEO).
Il mestiere del comunicatore è come quello della levatrice: deve far emergere il comunicatore che c’è nel committente, deve far partorire il SUO messaggio…

marco scrive,

dicembre 5, 2007 @ 19:14

Grazie per il contributo, Jonathan. ;)

fabio, roma scrive,

dicembre 31, 2007 @ 02:15

Fico l’accostamento tra l’ermeneutica socratica e il ruolo del seo di fronte ai clienti più disparati…
Hiihihihih!
Bellissimo, da incorniciare.
Poi se penso ai miei clienti, però, mi viene troppo da ridere.
Ci vorrebbe uno bravo come Socrate con gli ateniesi…

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