Di recente ho letto un articolo su Repubblica nel quale si discute l’evoluzione del processo di assunzione di un dipendente da parte di un’azienda.
I sistemi tradizionali, quelli che conosciamo tutti, sono l’invio del curriculum vitae, il colloquio preliminare e il colloquio in sede; oggi invece, già molte aziende, fanno uso di sistemi più “innovativi” tipo l’assessment (colloqui con 8-10 candidati), test psicologici e, soprattutto nel Nord Europa, test grafologici, ovvero esami che valutano la personalità del candidato attraverso lo studio della firma e della grafia.
Ma come sappiamo altrettanto bene, spesso è dall’America che arrivano le novità circa lo studio e la sperimentazione di nuove tecnologie, anche quelle che riguardano proprio l’assunzione e, in particolar modo, la scrematura delle candidature.
E’ Google, infatti, a fare da apripista in questo settore: grazie ad un algoritmo nato dalla collaborazione tra esperti di reclutamento e psicologi, i responsabili delle assunzioni di Googleplex saranno ora in grado di scremare i quasi 100.000 curriculum che arrivano ogni mese a Mountain View.
L’algoritmo incrocerà i risultati di un megatest di oltre 300 domande, con circa 25 parametri, assegnando un valore che va da 0 a 100 ad ogni candidato. Tale valore dirà se quella persona è giusta o meno per Google.
Con questo metodo si vuole abbattere la reputazione della formazione universitaria, perchè fino a qualche tempo fa si poteva entrare in Googleplex solo se si erano ottenuti ottimi voti universitari e meglio ancora se c’era pure qualche master e/o dottorato in tasca.
Attualmente l’algoritmo è stato utilizzato solo sul 15% delle candidature, ma da qui ad un mese verrà applicato alla totalità dei curriculum arrivati.
A tal proposito, è stato chiesto un parere anche ad un esperto italiano di risorse umane, il quale afferma che questo algoritmo non sarà comunque in grado di sostituire il colloquio faccia a faccia, e io concordo pienamente.
D’altronde mi pare strano che proprio Google, che si è accorto che per valutare un documento web non è sufficiente un algoritmo ma serve anche l’intervento umano (Google Quality Rater), si limiti alla visione dei risultati di questo nuovo algoritmo per assumere nuovi candidati, senza almento berci un caffè assieme.
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