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mar/07

Google, Inc.

Era un po’ che cercavo l’input per questo post e, finalmente, l’ho trovato in un intervento di fradefra sul Forum GT, circa l’analisi di un periodo particolarmente ballerino di Google e dei suoi datacenter.
Fradefra elenca tra le cause di questo possibile disallineamento, un rimescolo delle serp voluto da Google con uno specifico intento: creare un po’ di instabilità nelle serp di alcune key (commerciali) importanti.
Ma perchè?
Beh, il motivo (chiaramente non ufficiale) può sembrare polemico e forse anche un po’ politico, ma a mio avviso assume un tono assolutamente pratico.
Arriviamo al dunque. Creando una certa instabilità, o un particolare dinamismo su certe serp, Google lascia intendere che c’è un solo modo per guadagnare una buona posizione e manternerla a tempo indeterminato: Adwords!
Il meccanismo viene applicato su serp dove investono realtà commerciali molto molto grandi che trovano in Adwords quell’ancora per trovare la necessaria stabilità su quella particolare serp (stabilità che può voler dire un sacco di soldi!).
Tutto questo, in realtà, mi serve per allacciarmi a quello che voglio trasmettere nel post: Google è un’azienda, Google è Google, Inc., Google ha dipendenti ai quali deve pagare gli stipendi e, soprattutto, Google deve fare fatturato.
Insomma, non è che Larry e Sergey sono due buoni sammaritani che hanno pensato di donare questa utile risorsa all’umanità. Ci mancherebbe, non si discute il genio, però qualche soldo, probabilmente, hanno piacere anche loro a metterselo in tasca.
Da qui voglio collegarmi per fare una domanda/provocazione: e se a Google piacesse lo spam (inteso come siti di qualità non sufficiente per giustificare la loro posizione)? Cioè, siamo sicuri che l’intento di Google è quello di togliere tutto lo spam dalle serp? E se invece lasciasse appositamente dei siti spammosi (continuo a chiamarli così :-D ) nelle pagine dei risultati?
Alla fine, non pubblicando in prima pagina le dieci migliori risorse per quella query, in qualche maniera ci costringe a cercare nelle pagine successive della medesima serp, “subendo” un numero maggiore di impressions di Adwords (sua principale fonte di guadagno).
Chiaramente Google ha raggiunto un equilibrio nel numero di siti “spammosi” presenti nei primi risultati, altrimenti inficerebbe la qualità delle serp e perderebbe utenti e reputazione di miglior motore di ricerca del mondo (o quanto meno il più utilizzato).
Però un equilibrio tale gli permetterebbe di offrire ottime serp che, per necessità, devono essere esplorate più in profondità per poter arrivare a vedere tutti i risultati di qualità.
Quindi ripongo la domanda/provocazione: e se a Google piacesse lo spam?
Voi che ne dite?
:-D

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Commenti

larav scrive,

marzo 27, 2007 @ 12:39

Se a Google piacesse lo spam, e ne fosse tanto ghiotto, non sarebbe più Google. Ne perderebbe la sua immagine e nel giro di poco, non sarebbe più il motore di ricerca più utilizzato.
Deve essere bravo a mantenere l’equilibrio giusto per mantenere la sua reputazione ed avere quel tot di spam che gli permetta di guadagnare… :)

marco scrive,

marzo 27, 2007 @ 12:46

esatto, la sua capacità, probabilmente sta nell’aver trovato questo equilibrio sottilissimo… :-)

fradefra scrive,

marzo 27, 2007 @ 17:36

Grazie Marco per la citazione.
In effetti questi sono temi delicati, che stimolano la discussione e su cui non si possono fare troppe sperimentazioni.

A volte, però, un po’ di buonsenso dovrebbe bastare e soprattutto la memoria storica. Ci scordiamo del passato, non lo studiamo e siamo costretti a riviverlo, spesso senza sapere perché.

Invece tornando indietro, si trovano le risposte alle domande di oggi :-)

sandro scrive,

aprile 14, 2007 @ 04:50

condivido l’analisa fatta, però mi domando perché fluttano anche aree tematiche che non possono utilizzare adword, come il porno.

Infatti da molto tempo google impedisce a questi siti di accedere alla pubblicità a pagamento, dunque che senso ha far fluttuare anche tale area tematica? … almenoché non venga usata per sperimentare.
Magari prima di lanciare un algoritmo lo provano sui siti adult …

marco scrive,

aprile 14, 2007 @ 07:53

porno?
non saprei, chiaramente, come dici tu, è un po’ fuori dall’analisi però merita comunque un occhio di riguardo visto il comportamento particolare.
l’eccessivo dinamismo del settore pornografico online potrebbe, dal mio punto di vista, però dipendere da un processo, da un movimento più “naturale”, ovvero tra tutti quelli che nascono e che il giorno dopo vengono segati, si crea una rigenerazione di contenuti che, mi sento di dire, disorienta un po’ le serp.
potrei abbozzare questa come ipotesi.
però non ho fatto analisi in merito anche se, a discapito del tema sul quale non voglio sprecare nemmeno una parola, potrebbe rilevarsi più interessante del previsto.

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