Qualche post fa avevo scritto un paio di considerazioni su questo post di William Slawski; ho pensato anche di farne una traduzione integrale:
« A volte, sotto il primo sito della prima pagina dei risultati di google, compare un elenco di link a pagine interne del medesimo sito. Vi siete mai chiesti come e perchè questo accada?
Per esempio, una ricerca per “wordpress” mostra come primo risultato wordpress.org, con un link al sito, uno snippet con del testo preso dal sito stesso e sotto un elenco di link ad altre pagine interne di wordpress.org: download, hosting, extend, blog e “ulteriori risultati da wordpress.org”.
Un po’ di persone mi hanno chiesto come Google possa fare questo, ma mentre posso solo ipotizzare qualche idea, non posso ipotizzare nulla di più. Questa settimana, Google, ha pubblicato un brevetto nel quale dà qualche informazione in più circa in processo.
Abstract
“Un metodo che include una generazione di risultati di ricerca in risposta ad una ricerca dell’utente, dove almeno un risultato della ricerca include un gruppo di links. Il gruppo di link potrebbe rappresentare dei link a pagine interne del medesimo sito e potrebbe essere identificato sulla base di almeno un fattore associato a questi link.”
Le mie prime domande dopo aver visto questo documento sono state:
1. Come vengono incluse le pagine nella lista scelta?
2. Perchè far vedere la lista dei link solo per alcuni siti e non per altri?
3. E’ sempre e solo il primo risultato che mostrerà i link addizionali?
4. Cosa posso fare per facilitare i motori nel aggiungere la lista di link addizionali?
Quali pagine sono elencate?
Come il motore sceglie quali pagine far vedere? Il brevetto ci dice che queste pagine sono quelle alle quali gli utenti desiderano maggiormente accedere.
Questa considerazione potrebbe basarsi sull’analisi di un file di log che dice ai motori:
- Quante volte la pagina ha avuto accesso.
- Quanto tempo i visitatori stanno sulla pagina.
- Se il visitatore fa scroll sulla pagina, o se clicca su un link senza aver fatto scroll.
- Un’indicazione di quanto l’utente consideri la pagina “buona” in relazione alla ricerca effettuata.
- La possibilità che qualcuno possa fare acquisti su quella pagina
- Altre informazioni che possano indicare l’interesse di qualcuno per quella pagina.
Come sono scelte le pagine per essere listate?
Una possibilità è che le pagine hanno abbastanza traffico cosicchè Google può prendere significative decisioni circa quali pagine addizionali far vedere dopo un’analisi del file di log.
Le informazioni del file di log potrebbero essere utilizzate per creare una mappa delle pagine di un sito e mantenere una specie di punteggio di qualità circa le pagine come ho descritto sopra. Anche altre informazioni potrebbero essere utilizzate, come il numero di link che puntano a queste pagine da altri siti web (il brevetto non fa una distinzione esplicita tra link interni ed esterni).
Cosa determina l’ordine di questi link addizionali?
Una mappa, o lista, di pagine interne potrebbe essere creata sulla base di misurazioni di qualità. Queste misure potrebbero rappresentare:
- La popolarità associata alla pagina,
- La probabilità che l’informazione sia accessibile all’utente,
- La probabilità che l’informazione risponda all’esigenza dell’utente manifestata attraverso la query di ricerca,
- Altri fattori associati alla qualità delle pagine.
L’ordine potrebbe essere determinato da un punteggio circa la qualità di queste pagine.
I motori di ricerca dove trovano le informazioni del file di log?
Il brevetto descrive come questo mapping delle pagine e assegnazione del punteggio di qualità lavori, e per esempio come utilizzi le informazioni dall’utilizzo dei motori di ricerca e della toolbar.
Nella parte conclusiva del brevetto c’è una nota in cui si parla di un approccio alternativo che permetterebbe al proprietario del sito di identificare quali, secondo lui, possano essere le pagine più importanti del sito.
E’ anche precisato che potrebbe essere possibile, sulla base di cronologie di ricerche diverse (per utenti diversi), far vedere liste di link diversi.
Conclusioni
E’ interessante, ma non così sorprendente, che così tanti parametri circa la creazione di questa lista di link sia data da informazioni circa il comportamento degli utenti. Il brevetto sottolinea che è solo il primo sito della pagina dei risultati a mostrare questa lista di link addizionali.
Oltre ad essere il primo risultato, la cosa da fare per aiutare Google a far vedere la lista di link addizionali circa il nostro sito è quella di aumentare il traffico. E’ difficile dire di quanto sia necessario aumentarlo perchè sia sufficiente, ma dovrà essere abbastanza da far pensare a Google che quelle pagine da listare soddisfano le esigenze dei navigatori.
Una seconda maniera è quella di portare più traffico verso un gruppo di pagine piuttosto che verso altre, rendendole anche più accessibili ai nostri navigatori, in maniera tale da far capire a Google che quelle sono le pagine dove gli utenti trovano ciò che cercano.
Quando qualcuno visita il sito di wordpress, c’è un piccolo gruppo di cose identificabili che un utente può fare una volta lì. Quando invece accedono a Wikipedia o Digg, hanno accesso ad una quantità maggiore di pagine. Quando facciamo una ricerca per “wordpress”, vediamo la lista di link addizionali sotto il link al sito principale, quando facciamo una ricerca per “wikipedia” o “digg” no. »
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