Oramai è passata qualche settimana da questo curioso fatto, però ci tengo a condividerlo.
Una mattina mi suona il telefono: un numero da Milano.
Rispondo e dall’altra parte si presentano: dicono qualcosa che non ho capito e, alla fine, ci incollano “Google Italia“.
“Minchia Cavoli”, dico io.
L’oggetto della telefonata è il mio account su Google AdWords: mai caricato di nemmeno un soldo.
Dalle prime battute Google non mi sembra “preparato” per quello che è lo storico delle attività (direi estremamente facili da ricordare), ma a questa considerazione c’arrivo solo dopo, a mente fredda.
Parliamo, entriamo in confidenza, si fanno pure due risate e poi mi fanno una domanda: “E davanti al computer?”, certo rispondo io e, dietro loro istruzioni, mi loggo al mio account di AdWords.
Procede tutto bene e poi mi fanno una seconda domanda: “Mi può leggere, per cortesia, il user ID cliente in alto a destra?”
Come?!?
Manifesto la mia perplessità circa il fatto di condividere un dato così prezioso al telefono; mi rispondono che è solo una verifica, per vedere se i dati combaciano (?!?), poi, di fronte alla mia ancor più convinta perplessità, affermano che Google è “grande”, che non può conoscere tutti i dati dei suoi utenti.
Come?!? (e due)
Nulla, niente da fare, la tizia al telefono non mi convince.
Gli rispondo che quel dato, a Google, lo dò volentieri, se mi mandano una mail perchè via telefono non mi pare davvero il caso.
La mail non è mai arrivata.
Come suggerisce Marco avrei dovuto rispondere alla sua domanda con un’altra domanda: “Scusi, ma Google dove ha preso il mio numero di cellulare?”.
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