Qualche domenica fa Angela, io, Paola e Marco siamo andati a fare una gitarella a Longarone, celebre paese famoso, purtroppo, per il disastro successo alla diga del Vajont.
Ad oggi è difficile immaginare l’entità di quello che può essere successo: il lago non c’è più, c’è un ammasso di terra che si confonde con i pendii che costituivano il letto del bacino d’acqua.
Impressionanti davvero sono alcuni numeri riportati su un’affissione informativa:
la parte di montagna che si è staccata era lunga 2 kilometri, larga 500 metri e profonda 250 metri; questa massa, pari ad un volume uguale a mille campi da calcio appaiati circa la superficie per 2,5 volte il Campanile di San Marco circa l’altezza, si è mossa verso valle con una velocità di 100 kilometri al secondo.
Per rendere l’idea è stato fatto il seguente calcolo:
se 100 camion, ogni giorno, esportassero la terra, questa si abbasserebbe di 1 millimetro al giorno; per eliminarla tutta ci vorrebbero 7 secoli! Davvero impressionante!
La gita è stata anche l’occasione per stuzzicare gli stimoli di Marco, che ha appena ripreso ad arrampicare, poichè abbiamo abbiamo potuto ammirare la scalata di un free climber che, proprio mentre eravamo lì, ha eseguito qualche passaggio davvero duro.
Inoltre, parlando di questo e di quello, restando in tema natura, si è anche abbozzata una futura gitarella al Parco Nazionale dello Stelvio…vedremo.
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