21
mar/09

WAS 2009, Milano: considerazioni

Breve e doverosa entreur: ringrazio IMetrix per avermi concesso la concreta possibilità di partecipare al primo WAS (Web Analytics Strategies) tenutosi in Italia.

Come anticipato da Fabio Sutto, è difficile riassumere in un post una due giorni così intensa. Mi limito, per tanto, a fornire alcuni feedback in ordine sparso partendo da quelle che sono state le mie personali impressioni.

In merito al WAS:

  • posso pensare che l’obiettivo di un evento di questo genere sia “evangelizzare“; evangelizzare per convincere le aziende ad investire sul web condividendo e focalizzandosi sul vero valore aggiunto che un canale di questo tipo porta in seno: la misurabilità. Convincere le aziende ad investire di più ma anche convincere quelle realtà che non hanno ancora riposto sufficiente fiducia nel mezzo a compiere il primo passo. Ecco, mi voglio soffermare su questo “primo passo”: le aziende, numeri alla mano, stanno dimostrando di riporre poca (e crescente) fiducia nel web o, quanto meno, di riporne di più sui media tradizionali; se vogliamo concretizzare un cambio di rotta, dobbiamo (noi aziende del settore) investire, appunto, evangelizzando. Non possiamo però chiedere alle imprese che non hanno investito di “investire solo per prendere in considerazione la possibilità di investire”. Mi spiego meglio: un evento di questo tipo dovrebbe essere gratuito, quanto meno per le aziende che possono manifestare un certo interesse sull’argomento, altrimenti questa quota potrebbe, in alcuni casi, essere un vero e proprio ostacolo per compiere quel “primo passo”. In questo senso sposo in toto la “formula IAB”;
  • (una piccola provocazione) a questi eventi dovrebbe essere vietato l’ingresso agli addetti al settore. Non ho mai partecipato al SES in Italia ma ne ho sempre sentito parlare maluccio; affermazioni del tipo: “il festival delle marchette”, “ci parliamo sempre tra di noi”, “le aziende dove sono?”. Non è stato questo il caso di WAS (mi riferisco alle marchette) però anche in questa occasione gran parte dell’audience era composta da addetti al settore; lo dico mio malgrado ma, individuando una corretta politica di prezzo, si dovrebbe trovare il sistema di “riempire la sala” di prospect e non di colleghi/competitor;
  • i contenuti mi hanno (invece :P ) soddisfatto. E’ stata fornita una panoramica quasi a 360° di quello che, ad oggi, si può fare grazie alla Web Analytics (video, mail, mobile, reputation). Una nota doverosa per Eric T. Peterson: un grande, per competenze e passione, davvero;
  • organizzazione e location: assolutamente impeccabili;
  • extra contenuti (workshop): facendo riferimento ai 30 minuti di Daniela Trifone, direi che sono valsi, personalmente, l’intero evento, almeno per gli spunti che Daniela ha stimolato e per l’interessante e successiva conversazione a riguardo.

In merito alla due giorni “a tutto tondo”:

Insomma, è stata una due giorni interessante e soddisfacente ed è stato il primo di, speriamo, una serie di eventi atti ad evangelizzare anche discutendo di argomenti così specifici ma, allo stesso tempo, affascinanti.

P.S. Mi perdonerà Fabio Sutto per la confusione che c’è stata in aula. :D

Abbonati al Feed RSSSe questo post ti è piaciuto, puoi decidere di ricevere gratuitamente gli aggiornamenti del blog abbonandoti al Feed RSS. Clicca qui.

in Eventi, Web Analytics · TrackBack URL

Commenti

Fabio Sutto scrive,

marzo 21, 2009 @ 20:37

Perdonato perdonato…a dire il vero non è che dopo 15 minuti avessi molta più concentrazione di te :)

Giadascript scrive,

marzo 21, 2009 @ 20:42

Ecco, Daniela Trifone me la son persa!

Andrea Serravezza scrive,

marzo 22, 2009 @ 01:14

Eventi così ce ne vorrebbero due al mese :)
Ti ringrazio per la compagnia e per i momenti di confronto. E’ stato un piacere sopportarti!

Unica pecca: niente wi-fi e copertura 3g della Tre assente :)

dsom scrive,

marzo 22, 2009 @ 01:27

ora che lo so anche a me è dispiaciuto perdermi lei, ne ho sempre sentito parlare strabene :)

Marco scrive,

marzo 22, 2009 @ 11:34

Adesso mi tocca buttare su qualcosa per fare della brand protection! ’stardi! :D

Andrea, in realtà bastava pensarci prima ed abbonarsi a Vodafone; io prendevo che era una meraviglia. Ricordi? :P

Marco Massara scrive,

marzo 22, 2009 @ 13:11

Ciao! La tua provocazione è puntuale, così come il piacere di averti/vi conosciuto!
Se la diciamo tutta, qualche marketta c’era, ma sono sempre i soliti… :)
Una critica che devo fare è do tipo teorico:
Peterson parlava di Indicatori di Performance come dei punti
Di verifica durante un piano di web marketing… Gli altri
Li facevano equivalere agli obiettivi… Non ci siamo… O uno
O gli altri o ci mettiamo d’accordo… ;)
Anche perché nella pratica considerarli diversi o uguali cambia molto!
Marco

Andrea Serravezza scrive,

marzo 22, 2009 @ 14:02

Marco questa sensazione l’ho avuta anch’io ma non per tutti i relatori…
Peterson ha parlato alle aziende puntando i riflettori sulla web analytics come strumento di Business Intelligence (non a caso ha fatto continuamente riferimento a Sas e Spss…), il che presuppone (e dà per scontato) una conoscenza avanzata di metriche e di strumenti di misurazioni.

In Italia siamo ancora allo stato in cui le aziende che che “usano” la web analytics si accontentano di misurare le performance.

I KPI negli USA parlano, qui si guardano allo specchio. Ad ogni modo eventi come questi e relatori come Peterson hanno il grande merito di farci aprire gli occhi su queste tematiche.

Marco Massara scrive,

marzo 22, 2009 @ 20:29

D’accordo, ma non è la metrica secondo me che fa la
Differenza, super-analisti hanno portato allo sfascio gli USA…

La chiarezza del metodo e quanto questo
Sia adeguato al soggetto, al suo oggetto d’interesse
Ed al suo scopo, rendono il lavoro utile…

Dove sbagliavano gli analisti? Sembra
Strano, ma proprio nel metodo: x far soldi bisogna faticare ;)

Dobbiamo essere chiari nel metodo: “il saggio sulla roccia
Ha fatto la sua casa…”.. Mica male sta canzonetta… ;)

Grazie x opportunità!
Marco

Andrea Serravezza scrive,

marzo 22, 2009 @ 22:55

Marco il paragone con il crack è un po’ forte :|

Guai adesso a santificare la web analytics…non è la Kabala o il calendario di Frate Indovino e poi se il Business oggetto di analisi è morto…avoja ad andare solo di metriche :)

Guai anche ad isolare i dati estraneandoli da contesti, mercati e fattori esogeni, altrimenti facciamo la fine di confondere il mezzo con il fine.

Marco Massara scrive,

marzo 23, 2009 @ 00:51

D’accordo ancora, il parallelo era volutamente esagerato…

Credo che comunque il metodo base sia capitale e fattibile anche in Italia:
stabilire insieme al cliente dei KPI che siano strumenti di valutazione durante il planning ed un obiettivo web finale misurabile sia un metodo molto utile di lavoro e di fidelizzazione:
quando dovevo essere in orario a prendere la mia ragazza, credetemi, avevo tantissimi indicatori di performance (la curva x, la città y, fuel…) che mi facevano schiacciare più o o meno il pedale destro :) Ma l’obiettivo era arrivare puntuale…. ;)

Marco

Marco

Andrea Serravezza scrive,

marzo 23, 2009 @ 01:14

E’ la stessa ragazza che poi è diventata tua moglie? :P
Obiettivo raggiunto, KPI ben scelti! :)

Marco scrive,

marzo 23, 2009 @ 10:21

Quoto in toto il fatto che il KPI deve essere un indicatore delle performance nel “mentre” del progetto. Non è il risultato ma è anch’esso un canale, un mezzo, utile a valutare il lavoro in corso d’opera.

Direi che è emblematico e rappresentativo il fatto che, fissato un KPI, l’analisi che si deve fare il momento successivo è: “non tanto come, quando e perchè alcuni utenti hanno raggiunto l’obiettivo, ma perchè gli altri non l’hanno fatto”.

Marco Massara scrive,

marzo 23, 2009 @ 11:10

@ Andrea Serravezza
Eh si! Sposata nel 2001!!!!! Goal oriented :)

Mauro Lupi's blog scrive,

marzo 23, 2009 @ 15:08

Diamo valore agli eventi e alle professionalità…

Le scorse due settimane sono state un concentrato di convegni, master formativi e meeting vari. Dal Summit UPA, a lezioni che ho tenuto per IULM e IlSole24Ore, dai convegni sulla Web Analitycs e sui Social network ad un incontro riservato alle aziende …

Web Analytics Strategies - WAS 2009 scrive,

marzo 23, 2009 @ 17:36

[...] primo convegno italiano dedicato alla web Analytics, già ben descritto da Fabio, Andrea e Marco. Ho conosciuto diverse persone che hanno sicuramente allargato la mia prospettiva e alcuni relatori [...]

Alex scrive,

marzo 24, 2009 @ 16:23

I miei eccessivi impegni mi hanno impedito di essere presente :(

Marco scrive,

marzo 24, 2009 @ 16:28

Sarà per la prossima volta. :)
Sono certo che ci saranno altre edizioni od altri eventi dai buoni contenuti come questo.

Gloria Ubaldini scrive,

marzo 26, 2009 @ 11:29

Anche se esistono indubbi margini di miglioramento, la prima edizione del WAS è stata comunque interessante per i temi trattati.
Va dato merito agli organizzatori di aver aperto la strada anche in Italia ad un discorso più puntuale e approfondito sulla web analytics. E’ omportante anche creare un sostrato ed un discorso culturale attorno alla materia. Ritengo ci sia ancora una certa diffidenza e scarsa informazione sull’argomento da parte di molte aziende ed è necessario “educarle”.

Gloria

Francesco scrive,

marzo 28, 2009 @ 17:07

“Mi spiego meglio: un evento di questo tipo dovrebbe essere gratuito, quanto meno per le aziende che possono manifestare un certo interesse sull’argomento, altrimenti questa quota potrebbe, in alcuni casi, essere un vero e proprio ostacolo per compiere quel “primo passo”. In questo senso sposo in toto la “formula IAB””

Quoto in pieno! ;)

SMS scrive,

marzo 31, 2009 @ 11:02

Grazie mille per le tue considerazioni. E complimenti per il blog!

Seconda giornata del WAS, web analytics strategy | Web Marketing scrive,

aprile 1, 2009 @ 13:13

[...] da altri colleghi, sicuramente più esperti e “navigati” di me (Tommaso Galli , Marco Ziero , Giada Noè , Fabio Sutto ): l’organizzazione dell’evento si è rivelata impeccabile, [...]

Lascia un commento

Forse potranno interessarti...

.