25
lug/08

Technorati ed accessibilità

Piccola premessa: so davvero poco o nulla di accessibilità.
E’ senza ombra di dubbio una mia mancanza, una delle tante.
Però, mentre si può chiudere un occhio per uno che sta così in fondo nella blogosfera, altrettanto non si può fare per risorse importanti, autorevoli e di riferimento.

Apro citando il requisito 5 della Legge Stanca (fonte: Webaccessibile.org):

Enunciato: Evitare oggetti e scritte lampeggianti o in movimento le cui frequenze di intermittenza possano provocare disturbi da epilessia fotosensibile o disturbi della concentrazione, ovvero possano causare il malfunzionamento delle tecnologie assistive utilizzate; qualora esigenze informative richiedano comunque il loro utilizzo, avvertire l’utente del possibile rischio prima di presentarli e predisporre metodi che consentano di evitare tali elementi.

La Legge Stanca vale in Italia e, da quello che so, è obbligatoria solo per i siti della Pubblica Amministrazione.
Alla luce di ciò, Technorati, la risorsa importante di cui dicevo sopra, sembra per tanto non dover rientrare in quanto riportato dai 22 punti redatti dal politico Lucio Stanca.

Ma il suo database è così ricco di informazioni che non posso pensare che abbiamo deciso di non considerare dei requisiti che possono venire incontro ad utenti diversamente abili.
Mi chiedo: come fa ad esserci un banner di questo tipo nelle loro pagine?

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in Considerazioni, Web · TrackBack URL

Commenti

Marco Dal Pozzo scrive,

luglio 25, 2008 @ 12:06

Marco, la risposta te la sei gia’ data :-/

marco scrive,

luglio 25, 2008 @ 12:21

Ho paura di sì. :-|

Fran scrive,

luglio 26, 2008 @ 01:42

Me lo chiedo ogni volta che controllo la mia popolarità e la tua su technorati per poi sbeffeggiarti. Però è 9 mesi che c’hai più authority di me, per non parlare dell’authority del nuovo blog :(

Scherzi a parte, mi faccio la stessa domanda ogni volta che passo di li e mi do la stessa risposta di Dal Pozzo.

Fran scrive,

luglio 26, 2008 @ 01:43

P/s
Azzo, ma il tuo profilo dice “24 anni” , ma invecchio solo io ???

quasigoal scrive,

luglio 27, 2008 @ 13:12

quel banner lo odio, lo trovo spesso in giro.

@ Fran
certo che Marco non invecchia mai! E’ pur sempre … il figlio del presidente! :D

Elvino scrive,

luglio 27, 2008 @ 17:58

Beh della normativa italiana dell’ accessibilità ovviamente non gliene può fregar di meno, però basterebbe progettare siti e i loro contenuti ( e li nascono ben altri problemi visto la tipologia di sito) rispettando le WCAG 1.0 con livello di conformità almeno AA ( doppia A ).
Riguardo quel banner lampeggiante:
http://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm#until-user-agents

Dai ormai arrivano le WCAG 2.0…
http://www.w3.org/TR/WCAG20/

Allora ci facciamo un pensierino? ;-)
Ciao

Marco scrive,

luglio 27, 2008 @ 20:24

Eh eh, segreto! Quando invecchiate ve lo dico. :P

@ Fran
Prova a cliccarci su quel “24 anni” ;)

Fran scrive,

luglio 29, 2008 @ 11:20

Ok ok, pensavo avessi lasciato 24 anni solo per far colpo sulle ragazzine! :)

marco scrive,

luglio 30, 2008 @ 13:17

@ Fran
Eh eh. C’hai l’occhio lungo te. :P

Massimiliano Navacchia scrive,

agosto 7, 2008 @ 07:42

Mi sono colpevolmente accorto dell’articolo solo quando me lo sono ritrovato tra quelli da approvare su webaccessibile. :(

Il fatto che praticamente tutti i grandi portali e/o servizi non offrano non solo contenuti, ma nemmeno contenuti alternativi accessibili mi sembra un approccio verso l’utente veramente vergognoso. Scritte o banner come quelli da te riportati sarebbero giustamente da deplorare anche nelle comunità internazionali, cosa che oggi giorno avviene raramente.

Se comunque l’argomento ti interessa, fammi sapere… magari ne viene fuori una bella discussione o una tavola rotonda, senza o (preferibilmente) con riferimenti al marketing.

Ciao
Massi

Roberto Castaldo scrive,

ottobre 1, 2008 @ 15:32

L’articolo l’ho letto ancora più tardi di Massimiliano, ma le conclusioni sono esattamente le stesse, aggravate se possibile dalla rabbia provo ogni volta che penso alla “grande illusione” del cosiddetto Web 2.0.
Da una parte si sbandiera il concetto di Web democratico, di partecipazione, di “potere agli utenti”… dall’altra si impedisce agli stessi utenti anche soltanto di fruire dei contenuti… bello questo Web 2.0, non c’è che dire!
Ciao, Roberto

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