Ottimo spunto partito da un’interessante discussione avuta durante la recente cena di classe assieme ai compagni delle superiori.
Marco, laureando in Economia e Scambi Internazionali, è appena tornato da Miami (Florida) dove ha lavorato per alcuni ristoranti. Venendo a conoscenza del fatto che lavoravo con Internet ha subito acceso uno scambio di opinioni sul commercio elettronico. Mi accennava al fatto che lì, tutti ma proprio tutti hanno il sito. Azienda, negozi, negozietti, bar, locali, supermercati, ristoranti. Tutti hanno il sito.
Al che ho pensato: “ma cosa se ne fa un ristorante di un sito?”, va bene dare informazioni sul menu, i contatti per prenotare, qualche foto per farsi l’idea, ma alla fine non vai, in linea di massima, commercio elettronico, quindi non dovrebbe essere così scontato o necessario che un ristorante abbia un sito web.
Marco mi diceva invece che quello dei siti web è un mercato dinamicissimo, perchè i ristoranti continuano a fare restyling su restyling per essere in linea con le ultime novità del web design.
“Ma perchè” ci siamo chiesti? E la stessa domanda la vorrei girare a voi, introducendo un mio punto di vista.
Non è che, poichè in U.S.A. sono così avanti, il sito web (figo) è diventato un sinonimo di autorevolezza? Cioè, io americano, perennemente online, assegno dei punti di credito al ristorante solo perchè ha il sito? Potrei pensare male di un ristorante solo per il fatto che “e che cavoli, nel 2007 non hai ancora un sito web oppure non hai ancora qualche meno in AJAX?”.
Visto che online c’è quasi tutto? Un americano potrebbe vedere come “fuori dal mondo” un ristorante o un’attività che non ha un sito e quindi considerarla meno di altre?
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