30
lug/07

Festivalbar 2.0

Non so se recitare la parte dell’addetto ai lavori e quindi essere geloso del marchio (2.0) oppure se essere contento del fatto che il web, e ciò che vi è attorno, sta trovando sempre più spazio negli altri canali di comunicazione (la televisione, in questo caso).
Sta di fatto che domani sera inizia questa trasmissione su Italia1, Festivalbar 2.0, appunto.
Personalmente credo sia solo un tentativo di richiamare l’attenzione tramite il nome (brand), ma potrebbe trattarsi anche di un “furto” (nel senso buon del termine) al web per non limitarsi a chiamare la seconda formula del Festivalbar, Festivalbar 2 e basta, come i film di una volta.
Sono “speranzoso”, anche se l’ultima volta che il marchio 2.0 era stato ripreso in una situazione off-line, mi pare si trattasse di un progetto del buon Lapo Elkann, sul quale (il progetto) non mi esprimo.
In ogni caso va bene lo stesso, perchè si tratta di un progetto creato attorno alla musica, universo sempre affascinante, ma sono proprio curioso di vedere se questo 2.0 saprà dare qualche tocco particolare alla trasmissione.

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Commenti

manu scrive,

luglio 30, 2007 @ 09:46

cioè? che vuoi dire… non ti ho capito

marco scrive,

luglio 30, 2007 @ 10:13

niente, era una mia considerazione sull’utilizzo del marchio “2.0″ in realtà fuori dal web. non so se apprezzare o meno, perchè, in verità, le diverse volte che è stato utilizzato mi è parso ben distante da il “2.0″…qualsiasi cosa essa sia! :-D

Mattia Soragni scrive,

luglio 31, 2007 @ 00:34

Ciao Marco!!
a dire la verità non ho avuto modo e il tempo di guardare la tv in questo ultimo periodo, quindi non ho visto questo festivalbar 2.0… in compenso posso dirti la mia sull’utilizzo del “marchio” fuori e dentro il web.

Come è noto in italia, basta che uno dica una cosa che poi tutti gli altri a ruota lo seguono e iniziano ad aggiungere e personalizzare. Come nel caso del web 2.0… di cosa si tratta alla fine? della possibilità di interazione con l’utente… ora le tecnologie e le velocità sono aumentate, quindi è normale che questo sia aumentato, ma come ben si sa, non è una grande novità (scusa la rima)… in altre forme (magari minori) un po di “2.0″ c’è sempre stato… blog, forum, ecc… (anche se alcuni dicono che queste due non sono forme da duepuntozero, io ritengo che qualsiasi cosa dia la possibilità all’utente di interagire con il sito faccia parte di questo) adesso addirittura in una news che ho ricevuto, ho visto un 3.0… quindi non oso immaginare cosa la gente si sta inventando…

Anche la tv si sta adeguando…vede che sta perdendo terreno a livello introiti pubblicitari in quanto le aziende si stanno spostando (ancora molto lentamente) verso altri sistemi… come non notare la nuova trovata pubblicitaria delle reti mediaset con la pubblicità che compare nella parte bassa dello schermo, ecc…. le stanno provando tutte per attirare gente (E sopratutto i loro soldi)

ora, per quanto riguarda il festivalbar, non so cosa si stiano inventando, ma se continuano a seguire idee sbagliate e aumentare le idee sbagliate della gente, ci ritroveremo molto presto con un 34.12, ovvero a battito di mani…

ciao!

marco scrive,

luglio 31, 2007 @ 08:56

Ottime considerazioni, Mattia!
:-)

Matteo scrive,

luglio 31, 2007 @ 09:29

Il classico specchieto per le allodole direi :-D
Il web 2.0 non ha portato niente di nuovo alla fine, è una fase di transizione ma non si può dire quando è iniziata perchè è frutto di una naturale evoluzione del mezzo. In fin dei conti la rete, fin dall’inizio, ha avuto la sua ragione di essere nell’interazione tra le persone.

Non ha senso portare tale definizione in altri ambiti perché ognuno fa storia a se: anche i pamphlet del settecento erano concepiti in versione 2.0, dato che servivano a veicolare i messaggi in forma rapida ed economica, stimolando polemiche e dibattiti. E le agorà dell’antica grecia non erano, più o meno, forum di discussione? E’ ovvio che è un po’ una provocazione, ma pensiamoci bene…

Quelli di Festivalbar provano a cavalcare un’onda emotiva senza nemmeno sapere bene di cosa si parla, come le persone al bar che provano a darsi un tono infilando a casaccio qualche parola straniera nei discorsi.
Però sembra una pubblicità efficace, dato che ci stiamo dibattendo sopra ;-)

marco scrive,

luglio 31, 2007 @ 09:46

[quote]Quelli di Festivalbar provano a cavalcare un’onda emotiva senza nemmeno sapere bene di cosa si parla[/quote]
Questa frase rappresenta esattamente le mie personali impressioni scritte sul post! :-)

Mattia Soragni scrive,

luglio 31, 2007 @ 13:19

[quote]anche i pamphlet del settecento erano concepiti in versione 2.0, dato che servivano a veicolare i messaggi in forma rapida ed economica, stimolando polemiche e dibattiti. E le agorà dell’antica grecia non erano, più o meno, forum di discussione?[/quote]

ciao matteo….hai perfettamente ragione… si chiama evoluzione, non scoperta o novità o rivoluzione… è la semplice applicazione di tecnologie e idee già presenti in altri ambiti o per altri scopi…

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