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nov/08

Contenuti e layout. E l’utente dove lo mettiamo?

Forse per me è normale dato il lavoro che faccio.
Però è anche vero che non mi riferisco a persone che di web non ne sanno proprio nulla, quindi non dovrei notare sempre più spesso questa discrepanza.
Boh, forse mi sono perso io un passaggio.

Comunque.

Recentemente mi è capitato in più di qualche occasione di prendere parte a brief dove vengono gettate le basi per layout e contenuti (mi riferisco a siti web, naturalmente).
A dire la verità dovrei essere già soddisfatto di essere stato coinvolto in questa fase del progetto, però, come al solito, fatemi fare il pignolo.

Ho ascoltato in silenzio (perchè la mia parte veniva dopo) disquisire cliente, web master e grafico di come mettere quella cosa lì, di come spostare quell’elemento là, di dove “nascondere” la skip intro connessa alla presentazione in flash.

La cosa che mi ha lasciato maggiormente perplesso è la seguente: non è mai stato preso in considerazione l’utente, tanto meno i motori di ricerca; cioè, non ci si è mai posti la domanda: “ma chi visiterà questa pagina?”, “come arriva l’utente a questa pagina?”.

Spesso e volentieri il sito web viene interpretato quasi come un film (un libro): i titoli di testa (una copertina), le scene che si susseguono (le pagine che si svogliamo), la scena clou (il passare per forza per quel capitolo), e via dicendo.

Addirittura, in un caso, è emerso che il restyling prevedeva il troncare circa l’80% dei contenuti per rendere il sito più “leggero e fruibile”. Eh?!?

Quasi non so che conclusioni trarre. Forse non ce ne sono.
Ho utilizzato questo mio spazio per dare sfogo ad una piccola frustrazione (sarà che sono fissato con il fare le cose per bene).
Chiudo qui. Anche perchè non so come chiudere.

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Commenti

Tambu scrive,

novembre 3, 2008 @ 09:20

beh, non so se sia meglio così o meglio chi progetta INTERAMENTE per i mdr.

Mi viene da fare una considerazione: se i contenuti si possono tagliare dell’80% significa che al momento sono inutilmente lunghi, no? questo mi sembra un punto a favore :D

Marco scrive,

novembre 3, 2008 @ 10:15

Mi sono espresso male.
Con “troncare circa l’80% dei contenuti” mi riferivo al fatto di eliminare l’80% delle pagine!

E’ sicuramente meglio di chi progetta solo ed esclusivamente in ottica motori di ricerca, però chi lavora in questo settore e c’ha un po’ di sale in zucca, opera in proiezione immaginando cosa faccia l’utente anche dopo che è entrato nel sito attraverso i motori di ricerca. :)

Francesco Gori scrive,

novembre 3, 2008 @ 10:25

La cosa che a me “fa paura” è che gran parte di quelli che all’utente ci pensano, spesso credono di sapere a priori che cosa l’utente vuole.

Analizzando le statistiche dei vari siti che gestisco inizio ad essere dell’opinione che il primo design del sito sia un punto di partenza. Monitoraggio e test rappresentano martello e scalpello, con cui è possibile modellare quanto creato in prima battuta.

E questo agli sviluppatori e ai web designer disturba, perchè significa mettere in gioco il proprio lavoro, in ogni progetto. :P

Federica scrive,

novembre 3, 2008 @ 11:35

L’unica cosa che posso dire…in relazione ai miei studi giornalistici…è che l’utente dovrebbe essere al primo posto…ok, il web e la carta sono due cose estremamente diverse ma la finalità è lastessa: vendere.

Ecco allora che prima dellìimpostazione della pagina, della fruibilità del testo ci si deve domandare a chi vogliamo rivolgere questo “prodotto”? E tutto viene da sè…molte volte secondo me si fanno portali, prodotti ottimi ma con zero fruibilità o indirizzazione, ergo nulli perchè non coinvolgono direttamente nessun utente, persona, possibile cliente…

Fran scrive,

novembre 3, 2008 @ 23:46

Concordo pienamente con Francesco Gori, la cosa spaventosa è chi dice “per l’utente è meglio così” pur non avendo benchè minima esperienza di web.

Io credo di essere un SEO atipico, per me la SEO è per molti versi sinonimo di usabilità, per cui non partecipo mai alla progettazione di un sito pensando ai motori, ma tenedo in considerazione in primis le sempre troppo poche conoscenze di usabilità.

Ciao ciao

Eloisa scrive,

novembre 4, 2008 @ 10:36

Ciao marco,

sono d’accordo con te o almeno credo di aver capito il tuo ragionamento.

Da un lato è vero che molti progettano i contenuti esclusivamente per i MDR, e questo è mortificante sia per l’utente finale sia per il SEO che li progetta.

Però dall’altro lato ho riscontrato – almeno per il piccolo della mia esperienza – che “the content is the king” non è di certo la priorità in una web agency. Ovvero una volta che si è deciso l’impianto grafico, allora e solo allora ci si ficcano dentro i testi e ben inteso si devono adattare loro agli spazi. Poco importa poi se non sono testi pensati e di qualità che lascino un valore aggiunto agli utenti e che siano usabili come ha detto qualcuno poco sopra.

Ma forse io sono un po’ troppo idealista. ;)

Marco Dal Pozzo scrive,

novembre 5, 2008 @ 02:28

Marco,
la tua frustrazione la condivido in pieno. Il brief cui hai partecipato probabilmente stava partorendo un sito che è destinato a fare molta fatica sul Web. D’accordo, ci sarai tu come SEO che porterà le pagine in alto ma poi, quelle stesse pagine (da considerarsi a tutti gli effetti come Landing Page) quale efficacia avranno?

Quoto al 100% Francesco…

e insieme mi avete fatto tornare la voglia di terminare un interessante libro che avevo cominciato a leggere un po’ di tempo fa (prima che di tempo cominciassi ad averne poco :-( )

Ve lo consiglio (anche se sono sicuro lo abbiate già letto): Usabilità dei siti web di Michele Visciola…

Laura scrive,

novembre 5, 2008 @ 21:02

in fatto di libri io consiglio Don’t Make me think.. è scritto benissimo e con una vena ironica che fa scorrere il tutto il pochi giorni.
Fa molti esempi (bad practices ovviamente) simili a quello che ti è capitato ;-)

Marco scrive,

novembre 11, 2008 @ 18:56

@ Laura
Grazie per il suggerimento; quel libro è nella wish list di Natale. :)

@ All
Già…fa quasi paura quella frase “per l’utente, fidati, è meglio così” :(

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