Post archiviati nella categoria SEM

29
gen/08

Evviva i non addetti ai lavori

Lo ammetto, sono innamorato di questo lavoro.
Mi ritrovo a parlarne continuamente.
Spesso scivolo ed inizio a discutere di alcuni aspetti anche con persone che sono assolutamente al di fuori di questo ambiente e che quindi, senza volerne fare una colpa, non sono in grado di replicare alle mie considerazioni.
Molte volte “queste persone” sono in realtà Angela che, gentilmente, mi ascolta e mi sopporta. :-D

A dire il vero, però, Angela spesso è fonte di riflessioni e considerazioni che trovano spazio su questo blog poichè, indipendentemente da tutto, è altrettanto interessante condividere le idee che lei si è fatta in merito a questo o quell’altro strumento Internet.
Non ultimo lo scambio di opinioni circa il carrello di un sito di e-commerce.
Angela utilizza il carrello per:

  • calcolare il totale da pagare;
  • verificare, all’ultimo step, le spese di spedizione;
  • verificare che non vi siano tasse o “altre cose da pagare” (mi viene in mente la spesa di gestione dell’ordine che compariva come ultima voce nel riepilogo ordine di CHL);
  • vedere se ci sono particolari promozioni “a sorpresa”.

In ogni caso, la stragrande maggioranza delle volte, Angela non completa il processo d’acquisto ed esce prima, quindi, probabilmente, non utilizza il carrello per la principale funzione per la quale è stato creato però, in ogni caso, ha portato alla luce interessanti considerazioni che possono, credo, rivelarsi davvero utili per chi gestisce un sito di ecommerce.

Ma, oltre al discutere, ciò che trovo davvero affascinante è osservare questi non addetti ai lavori utilizzare lo strumento Internet.
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07
gen/08

L’importante è esserci…anche dopo la prima pagina di Google

Questo sarà un post dai toni propagandistici. :-D
Argomento: visibilità sui motori di ricerca.
Target: turismo, o meglio, chi segue la promozione online di strutture ricettive sparse per l’Italia o per il mondo.

Parentesi.
Il target l’ho individuato per due ragioni:

  • a lavoro inizio ad occuparmi di turismo online, e mi piace;
  • è l’unico caso che, ad ora, mi viene in mente per disegnare lo scenario che ora vado a descrivere, ma sono sicuro che il ragionamento potrà calzare anche su altri temi.

Chiusa parentesi.

Lo scenario che si presenta per una struttura ricettiva che va a controllare i propri posizionamenti sui motori di ricerca è il seguente: SERP stracolme di portali e directory a tema dove, tra l’altro, non me la sento nemmeno di escludere che buona parte di ciò sia a tanto così da poter essere definita spam.
Posso immaginare il grado di delusione e, alla stessa maniera, la consapevolezza di chi lavora da anni nel turismo e che, quindi, sa che la probabilità di “stare sopra all’expedia del caso” è abbastanza remota.

L’importante, a questo punto, invece è “tener botta“.
Più precisamente intendo che la soluzione di affidarsi a portali e directory (a pagamento) per avere la propria scheda e magari pure un link con il reindirizzamento, non è davvero la migliore e più performante.

Vorrei giustificare quanto appena detto esplodendo i seguente tre punti:

  • Google si sta muovendo per “migliorare la situazione”;
  • l’utente realizza immediatamente quando si trova in un portale o nel sito ufficiale di una struttura ricettiva e, mi espongo, sono quasi sicuro che la tipologia di navigazione cambia radicalmente;
  • la pianificazione online, ancor più della prenotazione online, sta crescendo in maniera davvero considerevole negli ultimi tempi (fonte BookingBlog).

1.Google

Per annunciare che Google è in continua evoluzione, certo non ci volevo io.
Però vorrei dare spazio ad alcune ipotesi che hanno trovato respiro nelle varie discussioni tra gli addetti ai lavori; nello specifico, relativamente ai “nuovi fattori di ranking” che potrebbero essere presi in considerazione per il calcolo della vostra posizione finale.
Per riassumere il tutto con un parola, direi “utente“.
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10
dic/07

Content is king vs Community is king

content is king vs community is king

Sono passate da un po’ di tempo (anche se la strada da percorrere è ancora tanta) quelle intere ore trascorse all’interno di forum, siti e blog a capire cos’era questo SEO e, quindi, a capire cosa fare per poter posizionare un sito tra i primi risultati di Google.

Da subito ho avuto la fortuna di incrociare questa importante frase: “Content is king“. Semplice ed efficace.

Il vero “trucco” per raggiungere l’obiettivo era dunque scrivere contenuti originali e di qualità; da qui, a ruota, si poteva agganciare e spiegare il concetto di link popularity (link di ritorno spontanei e a tema) e quello di Trustrank.
Insomma, c’era poco da fare: non potevi ottenere visibilità se non producevi contenuti/servizi/prodotti di qualità e, tra l’altro, internet, in questo frangente, è proprio l’ambiente che non puoi raggirare con la pubblicità fasulla: o c’è arrosto o non c’è nulla, del fumo non sappiamo cosa farcene.

Questo motto, che in tre parole esprime davvero tanto, ha insomma fatto parte fin da subito del mio background nell’ambito dei motori di ricerca e quindi, del mio lavoro.

Poi, faccio un piccolo salto temporale, è arrivato il Web 2.0.
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