mar/11
A volte succede
Cena galante a casa mia fissata all’ultimo minuto.
Sempre all’ultimo minuto realizzo che non ho il vino (#azz!).
Ma non mi accontento di un vino qualsiasi: voglio un porto (la vacanza in Portogallo mi ha fatto decisamente bene, w/ @rosariotoscano).
Esco dall’ufficio e mi reco al supermercato; il porto (naturalmente) non ce l’hanno.
Dalla corsia dei vini prendo iPhone, vado su Google e cerco “vino porto treviso” (leggasi “geolocalizzo da mobile”).
I primi due snippet non sono soddisfacenti.
L’occhio cade sul terzo, nello specifico sulla dicitura “…il nostro negozio ci Treviso…”; da title ed URL capisco che è un’azienda, un esercizio commerciale (a volte la deformazione professionale offre dei vantaggi).
Click.
Il sito non è ottimizzato per mobile ma iPhone e Safari fanno la loro parte.
Vado alla pagina dei contatti, cerco l’indirizzo ma non c’è quello del negozio di Treviso; c’è però un numero di telefono.
Click (e chiamo).
Io: “Pronto Sig.ra, buonasera. Mi scusi, dove si trova il vostro negozio a Treviso”;
LaSignora: “Vicino al Bingo sulla strada per andare a Mogliano lasciandoti Treviso alle spalle”;
Io: “E a che ora chiude?”;
LaSignora: “Credo alle 19:30, ma non ne sono sicura”;
Io: “Fantastico! Grazie mille Sig.ra. Ci provo”.
Erano le 19:00.
Esco dal supermercato e volo al negozio (tra l’altro molto bene assortito).
Me ne torno a casa con la mia bottiglia di porto.
La serata è andata molto bene.
Che casino con il tracciamento e l’attribuzione della conversione (“which cookie should win?”)(maledetta deformazione professionale!), ma che meravigliosi questi nuovi ed arzigogolati cicli d’acquisto.






















