Qualche giorno fa riflettevo sul fatto che oramai i blog e i blogger godono di una certa autorevolezza e di un elevato grado di fiducia riposta nei loro confronti dagli utenti, tanto che si è aperto da tempo il dibattito relativamente a chi goda oramai, almeno in internet, di maggiore autorevolezza: i giornali/giornalisti o, appunto, i blog/blogger.
La risposta meno polemica è stata che sono due figure che non devono per forza entrare in contrasto ma che possono, invece, collaborare.
Indipendentemente dalla mia opinione, non è questo l’argomento che voglio affrontare in questo post.
Ciò che mi ha fatto riflettere è stato, invece, il fatto che il successo dei blog in termini di audience è dovuto, secondo il mio punto di vista, alla loro genuinità; intendo dire che, sempre secondo me, l’utente stesso sente di poter dare fiducia al blogger poichè dietro non vi nulla, o quasi, che lo spinga a scrivere con una certa sfumatura piuttosto che con un’altra se non la sua stessa linea di pensiero e coerenza, cosa che con i giornali non succede più poichè tutti sappiamo quali testate “simpatizzino” per un certo colore politico e quali per l’altro.
E’ proprio questa assenza di influenze esterne che ha fatto sì che l’utente riconosca nel blogger una persona verso la quale riporre fiducia.
Insomma, il blogger scrive quello che vuole e come vuole solo per la volontà di potersi esprimere e di poter esprimere il proprio punto di vista.
Riassumerei quindi l’intero concetto con una parola: gratis.
Mi spiego: tale genuinità penso sia dovuta in gran parte al fatto che il denaro non si è ancora diffuso a macchia d’olio all’interno della blogosfera.
Aprire un blog è così facile, così di moda ed è una così bella opportunità di esprimersi che il concentto del ritorno, del guadagno, del denaro è ancora parecchio estraneo.
L’utente percepisce la leva che spinge un blogger a scrivere e la leva denaro è facilmente individuabile.
Il risultato è che quel blog viene respinto in maniera automatica dalla blogosfera, una sorta di automoderazione da parte della community.
Ecco allora la domanda che mi ha fatto scrivere questo post: e se il denaro dovesse farcela? Se dovessero nascere dei quotidiani online mascherati da blog, esclusivamente per il fatto che il blog funziona? Come reagirebbe la blogosfera? Cosa ne sarebbe della genuinità del blog assassinata, per l’ennesima volta, dal denaro e dal business?
Ho trovato la risposta nel tasso di nascita dei blog.
Forse è questo che salverà la blogosfera se si dovesse dipingere un futuro come l’ho disegnato io (speriamo di no).
Il fatto che, comunque, ognuno sarà sempre libero di esprimere il proprio punto di vista aprendo un blog, il fatto che non sarà mai la leva economica a fargli fare questo passo, il fatto che sarà sempre chiaro e percepibile lo scopo del blog, forse sarà tutto questo a mantenere viva la blogosfera, a impedire che anche lei, come giornali e televisioni, non diventi l’ennesimo canale di comunicazione che trova come unico obiettivo quello di inculcare messaggi pubblicitari o politici volti solo a piegare la volontà di ognuno.
Se il trend sarà quello di continuare ad aprire blog per la volontà di esprimersi, ci sarà sempre un ricambio di spazi genuini dove leggere e confrontarsi con punti di vista altrettanto genuini.
La mia paura, infatti, è che nel momento in cui si individueranno un numero definito di blog riconosciuti come autorevoli, questi verranno attirati dal denaro e dal business che sono in grado di generare, andando a perdere la vera vena genuina che li aveva spinti ad aprire il loro spazio web.
E’ anche vero che la nascita di un sacco di blog implica che il tasso qualitativo si abbassi, ma il gioco vale la candela.
Preferisco di gran lunga avere a disposizione un numero potenzialmente infinito di fonti dove reperire notizie e punti di vista, anche a discapito della qualità, piuttosto che limitarmi ad un numero x di blog dove, personalmente, potrei iniziare a metterne in discussione la genuinità.
Se questo post ti è piaciuto, puoi decidere di ricevere gratuitamente gli aggiornamenti del blog abbonandoti al Feed RSS. Clicca qui.



















