Apprendo ora da WebMasterPoint, che i datori di lavoro non possono più controllare email e navigazione dei loro dipendenti.
Credo sia una decisione giusta in quanto penso che nel lavoro ci debba essere un rapporto di fiducia dove il dipendente è anche libero di navigare purchè, alla fine, porti i risultati per la sua azienda. Sono convinto che questo rapporto di fiducia crea un ambiente nel quale il dipendente non vive lo stress ed è messo in condizione per poter utilizzare al meglio le otto ore che passa in ufficio.
Nel mio precedente posto di lavoro mi è successo. La navigazione è stata controllata (a me e ad un mio collega) e, ovviamente, il titolare ha pensato che stessimo perdendo tempo. Abbiamo cercato di fargli capire che stavamo monitorando dei siti per capire il comportamento dei motori di ricerca, ma certe cose, a certa gente, proprio non entrano in testa.
Affari suoi, si vede che porterò il frutto del mio lavoro altrove…
Ho anche letto in diversi blog che, invece, chi sta dall’altra parte di schiera assolutamente contro questa direttiva del garante della privacy. Afferma che d’ora in poi i dipendenti possono farsi i ca**i loro. Non saprei, di sicuro c’è chi con questa legge ci naviga e ci navigherà, però non immagino tanto un bell’ufficio quello dove il titolare vuole avere assoluto controllo di tutto quello che succede. La fiducia dove la mettiamo?
Poi c’è anche il discorso della privacy. Posto il fatto che, per contratto, devo produrre, ciò non significa che per controllare la mia attività si invada anche la mia privacy. E’ assurdo pensare che chi lavora otto ore al giorno con internet non si faccia una sbirciatina della posta o un giro su YouTube tanto per staccare un attimo la spina!
Forza, siate più permissivi e, soprattutto, date fiducia ai vostri dipendenti…vi ripagheranno!
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