Ieri sera siamo andati a cenare al ristorante mauritiano (o mauriziano) che c’è a Padova.
Ero molto curioso di assaggiare questa cucina “particolare”, così come lo sono ogni volta che mi siedo davanti ad un piatto di una cucina straniera.
Il primo impatto, quello visivo circa arredamento, vettovaglie e tavoli (il locale, insomma), è stato abbastanza negativo: poca gente (erano le 21 passate), un tavolo lungo, apparecchiato apposta per noi, ma dall’aria molto improvvisata, dato che c’erano tovaglioli di diversi tipi per ogni posto e nemmeno le posate erano appaiate. Vabbè, alla fine eravamo lì per mangiare, no?…
Arrivano gli aperitivi (tutti colorati), dei quali non sono stato in grado di capire la marca, forse Zuegg…
.
Quindi iniziano ad arrivare gli antipasti: il primo piatto era veramente triste al vedere, ma tutto sommato buono, si trattava di una fetta di melanzana, una fetta di patata e un cavolfiore impanati in una normalissima pastella, alla quale forse hanno aggiunto delle spezie visto che era di diversi colori (molto “ristorante cinese”), con l’aggiunta di qualche salsetta (piccante, dolce, agrodolce), mentre il secondo piatto era una tipica zuppa austriaca, quelle con il brodino e qualche verdura che chiede pietà, ormai depositata sul fondo…non so com’era, visto che l’ho lasciata là!
Come piatto unico era possibile scegliere se carne oppure pesce e, al di là della scelta, non c’era tutta questa differenza da uno all’altro: un piatto grande con un pugno di riso bianco, quindi il pesce (nel mio caso i gamberoni…oppure la carne) servito su una salsa, credo a base di curry (il colore era quello, anche se il gusto non ci si avvicinava per nulla); insieme sono arrivate le verdure ed ho pensato di mangiare tutto insieme. Mentre amalgamavo ho osservato il piatto: riso (di colore giallo causa misteriosa salsa), pesce, verdure…cavolo…paella! E quindi, nel nostro viaggio tra le cucine del mondo, eravamo arrivati in Spagna (peccato che alle Isole Mauritius, poi non ci siamo mai arrivati).
Con il piatto unico hanno portato anche del pane, il loro pane tipico: delle piadine romagnole, della cui autenticità ha garantito una nostra amica modenese presente alla cena. Visto che c’erano queste piadine a disposizione, ho pensato di aggiungere un tocco eritreo alla cena utilizzando pezzi di piadina per mangiare la paella (
), lasciando a riposo le posate. C’è da dire che il tutto era molto buono!
Quindi è stata la volta del dolce, che non descrivo perchè, ancora adesso, non ho capito che c’era dentro…sicuramente del cocco e tante spezie (mamma mia, quante spezie!).
A chiudere la cena il the mauritiano, ricchissimo di zenzero che lasciava una strana sensazione in bocca dopo averlo assaggiato. Ah, a servirlo, non è venuta la cameriera (non mauritiana) che c’ha servito per tutta la cena, bensì il cuoco…pakistano.
Non sono tutt’ora convinto di essere andato a mangiare mauritiano ma ad ogni modo, sono rimasto deluso, anche se si è speso poco a testa (22 euro con le bevande). La cucina non era granchè, il servizio nemmeno e la presentazione dei piatti faceva veramente passare la voglia di mangiare.
P.S. Sul listino c’era scritto “Birra Mauritiana: Guinness Scura”
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