Qualche pomeriggio fa, il mio collega Manuel mi consigliava una piccola trattoria in centro a Padova, a fianco della Caserma Piave, la Trattoria Piave dove la specialità era costituita dalla cucina bolognese.
Angela ed io abbiamo colto l’occasione di questo sabato sera per andare a farci una capatina.
Il posto è in centro a Padova, ma non proprio in centro centro, quindi non è immerso nel caos delle macchine e della gente, è in posticino veramente tranquillo, da quadro (fiumiciattolo, selciato, ponte, torre sullo sfondo e, per l’occasione, cielo stellato).
Siamo arrivati circa alle 20 e, poichè non c’era nessuno, abbiamo approfittato per fare due passi prima di sederci a tavola.
Non l’avessimo mai fatto! alle 20.10, in preda ad un attacco di fame, torniamo al ristorante: tutto pieno.
Per fortuna la gentilissima signora (e padrona di casa) c’ha fatto accomodare su un tavolo da 16 (!!!) prenotato per le 21, quindi, avevamo giusto il tempo per cenare e via…
Bene, ci sediamo, la signora ci accoglie e ci dice: “Ho visto preparare in cucina l’accoppiata di tortellacci e gramigna“, Angela ed io ci guardiamo perplessi, io abbozzo un: “Maah, i tortellacci come…”, la signora mi ferma subito per appurare che quella fosse la prima volta che andavamo a cena lì…aveva ragione!
La scenetta si è conclusa con un: “Fideve” (fidatevi, in dialetto veneto). Bene, avevamo preso questa accoppiata e dell’acqua.
Passa qualche istante e, da buona forchetta penso: “E i secondi?”, allora chiamo la signora e chiedo per i secondi.
Con il sorriso, e facendomi notare nuovamente, senza dirlo, che era la prima volta che andavamo lì mi consiglia di aspettare dopo aver mangiato il primo. Io, ci mancherebbe altro, non mi permetto di contraddire e mi metto stomaco e anima in pace.
Dopo pochi minuti arriva questo piatto con la famosa accoppiata. A servirci c’è il cuoco, marito della signora e quindi padrone di casa. Il piatto ci si presenta davanti stupendo nella sua semplicità. Prima di assaggiare noto una cosa: il condimento. Avevamo ordinato senza sapere com’era condita la pasta, avevamo scelto solo il formato. La cosa mi ha fatto sorridere, insomma, sapeva proprio delle cose “di una volta”: in cucina stasera c’è questo, o così…o così!
La gramigna è un formato di pasta simile al bigolo, un po’ più grossa e lunga solo circa tre centimetri. Era condita con salamella mantovana, che io, da ignorante, riporto come salsiccia. Nell’altra metà del piatto c’erano due tortellacci, ovvero due tortelli/ravioli gigante con dentro della ricotta alle erbette e conditi con speck e porcini.
Il piatto era delizioso. Manco a dirlo il secondo non è servito a nulla. Il primo era veramente abbondante e buonissimo: pasta fresca fatta in casa, gusti che si sentono lontani un miglio!
Da buoni golosi, e per salvare la reputazione che ci siamo fatti, abbiamo assaggiato i dolci. Angela ha preso un profitterol (il suo dolce preferito), mentre io ho assaggiato la crema al mascarpone fatta in casa dalla signora stessa: servita su una ciotola, il fondo era costituito da budino al cioccolato e savoiardi, appoggiati a mo’ di tiramisù, mentre il corpo era fatto da questa crema al mascarpone…non so come dire, mi tocca ripetere che era delizioso!
In tempo per liberare il tavolo ci siamo alzati e siamo andati alla cassa: un litro di acqua naturale, due piatti di pasta (e ce n’era tanta!), una crema al mascarpone e un tiramisù…27 euro.
Buono, onesto, genuino…la prossima cena la organizzo lì!
Pizzeria Trattoria Piave
chiuso il Lunedì
Riviera Paleocopa, 24 – 35131 Padova
Tel. 049/8719769
Ah, un link al sito di Manuel, un sito di vendita di quadri astratti e moderni, è d’obbligo!
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